E’ questa la dichiarazione diretta del celebre batterista ed ex front-man (dopo Peter Gabriel) dei Genesis. Anche se si tratta di una pensione “forzata” da problemi di salute, all’udito ed anche alle articolazioni delle mani! E per un batterista, è praticamente tutto.

Collins non incide materiale inedito dal lontano 2002 (Testify) e l’ultimo disco insieme ai Genesis (ridotti a trio) è stato il popolare “We can’t dance” del 1991. Ormai sembra aver risolto i suoi gravi problemi di salute, aggravatasi nel mastodontico “Genesis reunion tour 2007”, di cui si ricorda un’indimenticabile tappa a Roma con 500.000 mila persone al Circo Massimo.

Pubblicità

“I miei figli hanno 10 e 14 anni e vogliono vedere ciò che fa il loro papà” ha aggiunto. Come non dargli torto, i suoi live con i Genesis hanno fatto la storia del rock, progressivo e non, e di tutta la musica in generale. E’ stato troppo lontano dal mondo della musica e sarebbe stato troppo presto per un ritiro (classe 1951, sono ancora in attività colleghi ben più “vecchi” di lui!). Il prossimo disco solista si intitolerà “My Life” e conterrà 15 brani. La data di uscita non è stata ancora annunciata.

Per quanto riguarda invece la reunion con i Genesis (ormai se parla da anni), dichiara che “Cominciamo a pensare a come va questo disco solista.”. Anche perché i problemi di salute gli impediscono ormai di suonare la batteria come una volta. Ed è improbabile una reunion dell’eta d’oro 1971-1975, inclusi Steve Hackett e Peter Gabriel. La batteria di Collins era una “voce” fondamentale, un marchio irripetibile nei sontuosi e magici brani di quel periodo. E come dimenticare anche le sue acrobazie nei Brand-X, gruppo jazz-fusion fondato da lui e Percy Jones?

Sarebbe più probabile una nuova reunion a tre sempre con Tony Banks alle tastiere e Mike Rutherford alle chitarre, con Collins solo alla voce.

Pubblicità

Sarebbe stata suggestiva una reunion totale della formazione d’oro dopo ben, pensate, 40 anni. Chissà che tipo di musica avrebbero sviluppato: ancora progressive o altro?

Per ora salutiamo con affetto il ritorno di Collins sulle scene artistiche. Non importa cosa succederà, l’importante è suonare.