Ilcelebre romanzo "I tre moschettieri",già reso fictionnellaserie televisiva firmata dal canale inglese BBC, va in scena stasera 18 febbraio, quasi un musical,al Teatro Astra di Torino. Sarà la prima diotto puntate,riattualizzate da altrettanti registi, contrenta promettentiattoriche calcheranno la scenaperben cinque mesi. Anche il grande romanzo storico di Alexandre Dumas fu pubblicato a puntate - una sorta di feuilleton - sul giornale "Le Siècle" nel 1844, come facevano anche Balzac e Zola. Un capolavoro universale di narrazione che non è solo un apprendistato culturale per ragazzi, ma un raro esempio di scrittura storica, che fa della letteratura in lingua francese la massima espressione di questo genere letterario.

E, come ogni classico, rimane una storiaimmortale.

L'abilità con cui Dumas e oggi gli otto registi controllano la suspense e fanno muovere con ironia i protagonisti, gli intramontabiliAthos, Portos, Aramis, a cui si aggiunge D'Artagnanin avventure e idilli, duelli e burle, rende memorabile ed esemplare questo testo, per dirla "manzonianamente", misto di vero e di verosimile, un felicissimo connubio tra vicende storiche e romanzesche. La scena in cui i tre moschettieri si congedano dal Re Sole, non voltandogli le spalle, ma camminando all'indietro in segno di rispetto, poi ripresa fedelmente dal film in costume, testimonia un'etichetta di corte a cui si è ispirata la storiografia saggistica recente, da Norbert Elias in poi.

L'odierna tetralizzazione di questo intreccio è stata indubbiamente complessa per i suoi molteplici personaggi, ma rappresenta un kolossal teatraleunico nel suo genere, che riprende l'esperimento del 1986 del Teatro Stabile dell'Aquila, diretto allora da Beppe Navello, regista della puntata in scena stasera, molto amato a Torino, dove ha compiuto la sua formazione e ora dirige la Fondazione Teatro Piemonte Europa. È lui l'ideatore del kolossal, ma ha anche l'ambizione,come direttore del Teatro Piemonte Europa, di produrre e accogliere spettacoli in un dialogo permanente con gli altri centri di cultura teatrale in tutto il continente.

La guasconeria e l'ironianell'epopea di D'Artagnan

Stasera in scena D’Artagnan che parte dalla natia Guascogna per Parigi, con una lettera di raccomandazione del padre per arruolarsi nel glorioso corpo militare.

Viene ricevuto dal capitano dei Moschettieri e, dopo una serie di bizzarri incidenti, e ben tre confronti a duello conAthos, Porthos eAramis,giunge finalmentein udienza dal re,che lo arruolanel corpo dei cadetti.

Il kolossal si sviluppa raccontandol'integrazione del prode D'Artagnan con gli altri tre moschettieri, accendendoin loro una scintilla rigeneratrice, sia morale che conoscitiva. Il difficile, per i registi italiani, è stato rendere comprensibile a un pubblico italiano la guasconeria dei protagonisti, oggi come trent'anni fa. Degli otto registi, tre sono gli stessi d'allora: i celebri Gigi Proietti eUgo Gregoretti, contenti di lavorare con giovani entusiasti e curiosi, che hanno dovuto anche fare corsi di schermain un laboratorio con pubblico, in un teatro molto più grande di quello dell'Aquila (per il serial l'Astra è stato trasformato in un'arena).

Proietti e Gregoretti sonorispettivamente registi della seconda e settima puntata, mentre Piero Maccarinelli dirige la seconda pièce. Gli altri sono Emilio Bronzino, Myriam Tanat, Andrea Baracco e Robert Talarczyk.

Quest'estate andranno in scena per la Teatro Piemonte Europa sia rappresentazioni teatrali chedanzacon musica innovative, video-art e nouveau cirque nel circuito residenze sabaude, parte del sito seriale Unesco,patrimonio dell'umanità, che comprende la Reggia di Venaria, il Castello di Rivoli, il Castello di Agliè e quello di Moncalieri.