Oggi, 7 febbraio 2016, la musica italiana festeggia il suo artista più rappresentativo, almeno all’interno delle mura di casa. Oggi è il compleanno diVasco Rossi che compie 64 anni e già, a partire dalla mezzanotte, sui social sono arrivati miglia di auguri e tramite il suo sito il rocker di Zocca ha già risposto ringraziando tutti per il grande affetto. Vasco, dunque, ne fa 64, dei quali, quasi 40 passati al centro della scena, sulla cresta dell’onda.

Era il 1978 quando Gaetano Curreri lo spinse a registrare il primo LP, “Ma cosa vuoi che sia una canzone”, prodotto da una etichetta di liscio e distribuito sono in Emilia. Non fu un gran successo, Vasco non era troppo convinto che quella del cantante sarebbe stata la sua carriera, amava suonare i dischi nelle discoteche, ma gli amici insistevano perché proponesse le sua canzoni. I primi album risultano molto intimi, canzoni cantautorali che subiscono l’influenza dei grandi cantautori di quell’epoca, De Gregori, De Andrè e così via.

Nei primi anni passerà inosservata anche Albachiara che poi è diventata, lo sappiamo tutti, uno dei ritratti di donna più belli raccontati in musica. La svolta arriva quando Vasco inizia a fare rock, a creare musica con il gruppo con un sound americano ma con le parole in italiano. Fabrizio De Andrè disse che Vasco è riuscito a rendere credibile il rock italiano che prima di quel momento aveva avuto sì dei precursori, ma mai a livelli così importanti.

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Vasco Rossi

L’apparizione in Rai con quell’aria maledetta e l’interpretazioni di “Dimentichiamoci questa città” e le critiche che ne sono derivate hanno contribuito a creare il mito. Mito che poi si è alimentato con il festival di Sanremo dove Vasco, con aria stravagante, si è presentato prima con Vado al Massimo e poi con Vita Spericolata portata al festival esattamente 33 anni fa, tanto odiata dalla critica e da quel tale che scriveva sul giornale, ma subito entrata nell’immaginario collettivo dei giovani.

Vasco – disse Lorenzo Jovanotti una volta – ha rappresentato il giro di boa della canzone italiana, fino a quel momento i cantautori raccontavano in musica storie lunghe, Vasco invece ha iniziato a cantare in slogan, sbattendo subito in faccia il succo del discorso. Per anni, forse troppi, Vasco Rossi è stato considerato come un cattivo maestro e tutto quello che ha detto o fatto è stato interpretato in quel modo.

Il tutto è stato sicuramente alimentato dagli arresti e dalla sua immagine di artista sempre al limite, ma in fondo, basta andare a vedere le sue interviste del passato, per rendersi conto che Vasco negli anni ha mantenuto una certa coerenza. “Non si rimane tutto questo tempo sulla cresta dell’onda se non si è professionisti – disse una volta Guido Elmi – ed è proprio vero, perché se da un lato c’era la volontà di passare come l’artista strafottente, sempre ubriaco e maledetto, dall’altra Vasco si è sempre evoluto nei testi e nella musica.

Il 1990 cambia tutto

L’etichetta di mito assoluto è arrivata nel 1990 quando, sorprendendo tutti, Vasco decise di prendersi SanSiro, una cosa che ai tempi sembrava improbabile, ma lui non solo fece il pienone, ma quasi umiliò Madonna che a quei tempi era regina assoluta della musica internazionale. “Vasco ha ucciso Madonna” titolò un giornale, da quel momento in poi niente fu più lo stesso, Vasco non era più l’ebete drogato, ma era la più grande rockstar italiana di sempre. Forse, come già detto, l’elemento principale del successo di Vasco è la coerenza, molti amanti della dietrologia amano dire che il rocker non è più quello di una volta, ma lo dicevano pure negli anni 90 privilegiando il decennio passato, ma basta ascoltare le sue canzoni per capire che il suo è un discorso coerente lungo 40 anni. La storia di oggi è quella che conosciamo tutti, niente maleper uno che pochi anni fa sembrava fuori dai giochi. Auguri Vasco!!!

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