Dai loro ultimi albumsfoderano in questi giorni un secondo videoclip. Per Dajana, dopo “Clementina”, è la volta della title-track “Un vecchio noir”, dove la bellezza musicale del brano e le qualità attoriali dell’interprete sono messe in risalto dalla regia di Alessandro Porzio. Per Pilar invece si passa dall’arte sensuale del cibo, esposta in “Eternamente”, ai baci rainbow de “Il colore delle vene”.

Il video fotografa la quotidianità nonché dolcezza di partner reali. Come Massimo e Gino, insieme da 38 anni e tra i fondatori nel 1980 dell’Arcigay di Palermo, prima associazione in Italia. O come Silvia e Charlotte, insegnanti universitarie, già sposate in Inghilterra e neomamme di Zoe. Questo perché «Se l’amore è amore oltrepassa le parole. Se l’amore è amore attraversa le paure», parola di Pilar.

Per Iva Zanicchi Sanremo 2016 è stato fin troppo gay friendly: «qualcuno doveva essere lì e fare qualcosa per la famiglia». Che ne pensi? Se fossi stata tu su quel palco ti saresti esibita con il nastro arcobaleno a sostegno del ddl di Monica Cirinnà oppure no?

Pilar: Il ddl Cirinnà e il nastro arcobaleno vanno esattamente nella direzione di tutela dell’unica famiglia che io possa concepire essere chiamata tale: quella in cui ci si ama e ci si sostiene reciprocamente.

Dajana: Non saprei, perché conosco degli artisti gay che non hanno il coraggio di fare outing e questo lo rispetto, mentre conosco artisti etero che pur di avere un like in più vestirebbero d’arcobaleno tutti i giorni. Io personalmente penso che ognuno è libero di fare ciò che vuole e che sente giusto, sempre nel rispetto altrui; quindi mi sembra fuori luogo quello che sostiene Iva Zanicchi. In più aggiungo che l’Italia ha sicuramente bisogno di una legge che possa tutelare le unioni civili.

Il ministro dell’Interno Angelino Alfano si vanta di aver «impedito una rivoluzione contro natura e antropologica» facendo saltare la stepchild adoption. Quanto ti senti coinvolta e partecipe nel travagliato iter dei diritti civili in Italia e qual è la tua posizione a riguardo?

Pilar: Sostenere la legge è un semplice atto di civiltà. Un giorno tutto questo ci sembrerà assurdo, come quando neri e bianchi dovevano salire su autobus diversi.

Per quanto riguarda Alfano, dato che è una persona colta, direi che la sua affermazione è forzata e comica insieme. Avere gente inquisita, volgare, ignorante, violenta e collusa in Parlamento ed esserne complici e sostenitori, ecco, a me pare che questo sia contro natura.

Dajana: Da quando sono diventata madre mi riesce difficile comprendere alcune scelte. Dopo aver dato alla luce il mio piccolo, dopo averlo allattato, baciato, accarezzato ecc., come avrei mai potuto separarmi da lui?

Quindi la mia posizione su uteri in affitto e figli a pagamento è istintiva e non sono a favore. Non è per me una questione di gay o etero, è che proprio non ce la posso fare a sostenere una cosa del genere.Poi i casi sono differenti, perché mi rendo conto che un bambino che ha già i genitori ma entrambi separati non ha bisogno di essere adottato dai rispettivi compagni. Lui ha già una mamma ed un papà, separati ma li ha già. Viceversa per una coppia omosessuale si ha la necessità e anche il bisogno di regolamentare una famiglia a tutti gli effetti. Quindi è giusto e doveroso farlo.Penso anche ai tanti bambini rimasti orfani che vorrebbero con tutto il cuore un altro simile che si prenda cura di loro, etero o gay non importa, “l’amore è famiglia”; allora mi chiedo perché, in risposta ai figli a pagamento, non esista una legge che possa velocizzare e aiutare questi sistemi di adozione. Personalmente penso che anche un uomo o una donna da soli possano amare e prendersi cura di un cucciolo di uomo, che ha tanto da dare ma soprattutto ha tanta fame di ricevere amore!

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