Prenderà il via domani, 20 agosto, la quarta edizione del festival della paesologia “La luna e i calanchi”, ideato e condotto da Franco Arminio, paesologo e scrittore. Il borgo in provincia di Matera, che ospitò Carlo Levi durante i mesi del confino politico per sospetta attività antifascista, sarà il teatro naturale, dal pomeriggio del 20 agosto alla mattina del 25, della kermesse che ogni anno fa registrare un boom di presenze in questo piccolo angolo di paradiso.

Una fitta trama di eventi, dalle azioni paesologiche alla performance artistica, dai momenti di raccoglimento alla stanza della memoria, fino all’incontro con Fabrizio Barca, Peppe Voltarelli, Mariangela Gualtieri, Ulderico Pesce, Rocco Papaleo, Raffaele Nigro e tantissimi altri, animerà uno dei borghi più suggestivi d’Italia, che ha ufficializzato la propria candidatura a Capitale Italiana della Cultura per il 2018.

                   

La cornice, quella del paesaggio lunare dei calanchi, che bianchi e scoscesi si stagliano ai piedi del paese, offrirà uno spettacolo nello spettacolo. Nel corso delle serate verrà, inoltre, assegnato il premio alla carriera a Pietro Laureano, colui che ha portato Matera all’attenzione del mondo.             

Ad Aliano troverà collocazione anche il Museo dedicato a Paul Russotto, che verrà inaugurato domenica 21 agosto alle ore 11 a Palazzo Caporale. Ottantaquattro le opere di Russotto che troveranno sistemazione definitiva nel museo. Palazzo De Leo ospiterà, invece, l'antologica dell'Opera Grafica di Assadour, dove verranno esposte ben cinquanta opere. La cerimonia di inaugurazione avrà luogo nella sala convegni dei Calanchi, alla presenza del primo cittadino, Luigi De Lorenzo, del Presidente del Parco Letterario Carlo Levi, Antonio Colaiacovo, del Presidente della locale Pro Loco, Don Pierino Dilenge, e del curatore del museo e della mostra, lo storico dell'arte Giuseppe Appella. 

Lo scorso anno la manifestazione "La luna e i calanchi" ha fatto registrare ben diciottomila presenze, ma il dato è destinato a crescere esponenzialmente.

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Perché ad Aliano non si è semplici spettatori, ma protagonisti di azioni in cui ci si ritrova immersi.