Dal 28 ottobre al 26 febbraio 2017, presso il mudec o Museo delle Culture di Milano, si potranno ammirare le opere del famoso artista americano Basquiat, noto come il "Picasso nero" e grande amico di Andy Warhol. Alla mostra saranno esposte oltre 100 opere del giovane pittore scomparso a soli ventisette anni, provenienti dalla collezione privata dell'israeliano Josef Mugrabi. Ad oggi, Basquiat viene considerato uno dei più grandi artisti americani del secondo Novecento.

L'arte di Jean‐Michel Basquiat

Basquiat, che si definiva un "analphabet artist", inizia la sua breve carriera nella città di New York, quando in qualità di street artist firmava le sue opere con la sigla SAMO, per poi arrivare, ben presto, ad esporre le sue opere nelle più famose gallerie americane.

I suoi quadri rispecchiano la condizione della comunità afroamericana e, come ha dichiarato il curatore Gianni Mercurio, Basquiat, a differenza di Pablo Picasso ed altri artisti avanguardisti, ne denuncia l'insufficienza storica, perché secondo lui tali artisti avevano solo recuperato delle forme, quindi si trattava esclusivamente di esteriorità, mentre lui usava l'Arte della pittura per indagare in profondità se stesso in relazione alla società. Lo stesso Basquiat, in relazione al suo lavoro artistico, ha dichiarato: "Io non penso all'arte quando lavoro. Io tento di pensare alla vita".

Le sezioni della mostra milanese su Basquiat

L'esposizione sull'arte di Jean‐Michel Basquiat, curata dal suo amico Jeffrey Deitch e dal saggista Gianni Mercurio, si suddivide in sei sezioni: lo studio in strada del 1980‐81; Modena del 1981; lo studio di Prince Street del 1981‐82; lo studio di Crosby Street del 1982‐83; lo studio di Great Jones Street del 1984‐88 ed infine la Collaboration Paintings del 1984‐85.

Secondo quanto ha reso noto il curatore Deitch, è errato affiancare l'arte pittorica di Basquiat ai graffitisti, specificando che con quest'ultimi il giovane artista americano aveva in comune lo stile di vita e una cultura di tipo tribale.