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Jo Squillo alla Festa del Cinema di Roma presenta Wall of Dolls. L'iniziativa del muro delle bambole nasce con la voglia di combattere la violenza sulle donne e il femminicidio. L'installazione, a cui hanno partecipato molti stilisti, artisti e designer, da circa tre anni è simbolo della lotta contro le continue e persistenti violenze sulle donne. Quella che doveva essere un'installazione momentanea diventa un simbolo di coraggio e di aggregazione. Dalla città di Milano, luogo in cui si trova il muro delle bambole, l'iniziativa si muove verso altri orizzonti coinvolgendo un più vasto pubblico. Lo scopo è quello di unire le donne, di farle uscire dal proprio silenzio permettendo che l'esperienza di una diventi il coraggio dell'altra.

Non meno importante è la voglia di sensibilizzare un Paese che all'ordine del giorno vede scritti sulla propria cronaca tanti, anzi troppi, casi di femminicidio avvenuti per mano di mariti, fidanzati, padri e fratelli.

Jo Squillo realizza il documentario Wall of Dolls

Per la prima volta dietro la cinepresa Jo Squillo decide di riportare tale iniziativa attraverso le immagini e le testimonianze di chi ha partecipato e ha creduto alla realizzazione del muro delle bambole. Il documentario è privo di filtri, non fa altro che unire insieme alcuni momenti della campagna di comunicazione contro la violenza sulle donne. L'importanza è data soprattutto dalle testimonianze delle vittime, che attraverso la loro esperienza vogliono essere da monito per le altre e certamente un modello da seguire.

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Tra le vittime Valentina Pitzalis e Lucia Annibali due donne colpite dalla furia dell'uomo, entrambe sono state sfregiate riportando sul corpo le ferite di un dolore più profondo. Wall of Dolls, prima fatica di Jo Squillo, viene presentato in occasione della Festa del Cinema di Roma riscuotendo un'ottima partecipazione e il favore del pubblico.

Jo Squillo unisce le donne davanti al muro delle bambole

Wall of Dolls non vuole essere un muro del pianto, ma un ricordo continuo delle vittime e una speranza per il futuro. Donare una bambola è il gesto d'affetto di un'amica ad un'altra e lo slancio per una riaffermazione personale e sociale. "We are not just dolls" questo il messaggio che la campagna vuole inviare ad una società che spesso e volentieri pone le donne in un ruolo subalterno e di sottomissione. Solo nel 2016 sono circa 62 le vittime di femminicidio e purtroppo ogni giorno i numeri della violenza crescono senza sosta. Parlare è il primo passo per dire basta. Wall of dolls oltre alle bambole, attraverso foto, ricorda le vittime che, finalmente, non equivalgono solo ad un numero ma a un volto da non dimenticare nella memoria collettiva. Sono iniziative come queste che lasciano sperare nel futuro, un futuro che in questo caso si tinge di rosa.