A due settimane dal verdetto di rinvio a nuovo giudizio della Corte di Cassazione dell'aspirante romanziere di Giaveno che avrebbe ucciso una prostituta nigeriana per trascrivere l'omicidio in un romanzo noir, si inaugura a Torino il Festival di criminologia. A una prima ricostruzione degli inquirenti nell'estate 2012 era sembrato che Daniele Ughetto Piampaschet volesse imitare lo stile di George Simenon, o più realisticamente, di Guy de Maupassant nelle loro esperienze letterarie.

Torino è da secoli la capitale delle scienze criminologiche: qui viveva e studiava il positivista Cesare Lombroso. Al Museo di Antropologia criminale a lui dedicato in città hanno studiato fior fior di laureati in scienza criminalistica ed esperti della polizia scientifica forense.

La lezione introduttiva al Festival di criminologia, giovedì prossimo a Palazzo Nuovo è, però, significativamente intitolata Cinema, media, crime, dal momento che la migliore fiction letteraria e cinematografica si ispira a fatti di cronaca nera. Ma la realtà virtuale non deve mai superare le capacità umane come suggerisce il Ceo di Apple.

Allo stesso modo dalla fiction e dalla suspence, per non dire dalla fantascienza, alla scienza esatta il passo è ancora lungo. È quanto spetta dimostrare al festival di criminologia che si tiene a 15 giorni dal Torino Film Festival, quest'anno con la star David Bowie nel logo (fra poco uscirà la colonna sonora del musical Lazarus).

Dalla scienza al diritto

Recenti sono i premi alla ricerca scientifica italiana in campo medico. Dal 1996 al 2015, poi, sono stati pubblicati 465mila paper. L'Italia è addirittura al primo posto se si guarda al numero medio di ricerche pubblicata da ogni ricercatore.

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Score notati da Banca Intesa dove ieri si è concluso il concorso high tech. La scorsa primavera la Spa ha finanziato per 800mila euro le piccole e medie imprese che fanno ricerca farmaceutica, il cosiddetto biotech.

Il settore è molto redditizio se si pensa che tre anni fa il business development della Clovis Oncolgy ha acquistato per 470 milioni di dollari un centro di ricerca italiano che sviluppa una molecola finché non se ne stabilisce sperimentalmente l'efficacia clinica. In questi giorni è stata premiato con l'Hogan Lovells Award in Medicine, Biosciences and Cognitive Science il progetto di studio su come il Dna viene danneggiato e insorgano le cellule cancerogene. Sono proprio gli studi biomedici sul Dna a contraddistinguere gli odierni commissari Maigret e a questi sono necessari gli esperti di criminologia di oggi.

La scienza fa sì che oggi  la giustizia penale sia equilibrata e i magistrati non si lascino influenzare nelle loro sentenze dallo strapotere dei media. Uno dei protagonisti del festival di criminologia, termine che è stato coniato dopo Lombroso, dal giurista italiano Raffaele Garofalo, è significativamente l’ex magistrato Elvio Fassone.

Nel suo libro Fine pena ora, l'ex membro del Csm racconta una corrispondenza durata ventisei anni tra un ergastolano, appartenente alla mafia catanese degli anni Ottanta e il suo giudice.

L’argomento è il valore non punitivo, ma riabilitativo della pena, senza dimenticare l’attenzione al percorso umano di qualsiasi condannato. Secondo Aldo Moro, lo statista democristiano ucciso dalle Br nel 1978, ma anche per l'illuminista Cesare Beccaria nel Settecento, la pena non deve essere la passionale e smodata vendetta di uomini singoli, ma la risposta calibrata della legge. Lo Stato, in altri terrmini, deve esercitare non solo il suo potere coercitivo, ma anche quello sociale.