Animali notturni, un film di Tom Ford nelle nostre sale dal 17 novembre 2016, con protagonisti Amy Adams e Jake Gyllenhaal. Susan, un’artista algida, ricca, elegante, ma profondamente depressa, proprietaria di un’illustre galleria d’arte, riceve in dono dall’ex marito un manoscritto intitolato Animali Notturni. La vita vuota della donna è caratterizzata da un’arte degradata e mercificata che lei stessa detesta, e dallo sbiadito affetto dell’affascinante marito che la tradisce; la lettura del libro riesce a farle rievocare dei sentimenti rimossi.

Il film comincia a rappresentare tre piani narrativi: quello presente della Susan che legge, quello letterario legato alla storia del romanzo thriller e, infine, quello passato dei flashback, che ricordano la storia d’amore tra Susan e l’ex marito Edward. Susan leggendo pagina dopo pagina è sempre più colpita dalla violenza del racconto, dietro il quale si cela in realtà il passato rapporto con Edward.

Per Edward il libro è il simbolo della sua violenta passione per la libertà creativa e sentimentale, che si traduce nella sublimazione catartica della propria arte. È la stessa Susan che durante la loro relazione aveva cercato di sopprimere l’impulso creativo di Edward, ritenendo la sua scrittura troppo personale e autoreferenziale, non adatta al mercato. Susan, influenzata dalla madre e dal bel mondo, tradisce e lascia Edward, uccidendo così il loro sogno d’amore, solo attraverso il libro comprende che perdendolo ha ucciso la sua stessa anima.

I primissimi piani sui tristi occhi di Susan esprimono il suo intrinseco buio, che inevitabilmente la tiene sveglia come un animale notturno. Il film sembra rivolgersi in particolare a un pubblico di giovani in cerca del proprio futuro professionale e sentimentale, invitandoli ad avere il coraggio di scegliere la propria vita e la propria felicità.

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Scegliere al di là della propria famiglia, dell’estrazione sociale, delle leggi del mercato, scegliere quindi di essere sé stessi al di là di ogni convenzione. Quella scelta che Susan si trova troppo tardi a prendere, poiché nel film come nella vita il tempo può essere tiranno e vendicatore. Un thriller tra i più riusciti degli ultimi anni, che riesce a scavare sull’importanza del dover essere e dell’essere.