Dopo l'attesissimo film "La ragazza del treno" che uscirà tra soli due giorni, sarà la volta di "La ragazza del mondo" che uscirà nelle sale italiane esattamente una settimana dopo, giovedì 10 novembre 2016.

Il film, presentato lo scorso 7 settembre al Festival di Venezia sembra aver già incuriosito tutti con la sua storia d'amore. 

Giulia, la nostra protagonista, così come tutta la sua famiglia è una Testimone di Geova e come tale deve rispettare delle regole: una tra queste è il non avere relazioni sentimentali con persone che non appartengono a questo tipo di religione. Un giorno, però, Giulia incontra un ragazzo, Libero, e da qui potrebbe sembrare la classica e scontata storia d'amore perché come si può ben immaginare Giulia perde follemente la testa per Libero ed insieme decidono di intraprendere, di nascosto, una relazione.

Un segreto che rimane tale fin quando la sorella di Giulia non li sorprende e avverte immediatamente i genitori che, a loro volta, preoccupati non esitano a chiedere aiuto alla propria comunità. Marco Danieli, il regista, non vuole porre una spaccatura decisa tra bene e male o buono e giusto; basti pensare che la figura di Libero non è quella di un santo, anzi, la sua vita è fatta di feste, alcol e droga e non è sicuramente la strada più giusta da seguire. Dall'altra parte, però, c'è Giulia che altro non vuol fare che uscire dai soliti schemi e vedere cosa la vita, realmente, ha da offrire: la sua religione le priva anche le cose più banali come andare all'università per dedicarsi alla religione.

Giulia e Libero sono interpretati, rispettivamente, da Sara Serraiocco che abbiamo già visto in "Salvo" (2013) e da Michele Riondino famoso, soprattutto, per aver interpretato "Il giovane Montalbano" e la mini serie "Pietro Mennea - la freccia del Sud" (2015).

I migliori video del giorno

Nel cast saranno presenti anche Marco Leonardi, Stefania Montorsi, Lucia Mascino e Pippo DelBono.

Il film è un incontro tra due mondi completamente diversi e vi è la voglia, da parte del regista, di non rendere il film solo una semplice storia d'amore ma di andare ben oltre: "Ho sempre nutrito grande interesse per i temi dell’identità, della costruzione della persona, del rapporto tra individuo e collettività. Quello dell’ortodossia religiosa è a mio avviso un contesto ideale per approfondire queste tematiche, perché la manifestazione della volontà individuale si scontra, inevitabilmente, con quelle che sono le sovrastrutture etiche e di pensiero della comunità. Per questo, nonostante il mio film sia dominato da una storia d’amore complessa e appassionata, lo considero un racconto di formazione e non un film sentimentale. L’amore spinge la protagonista alla ricerca della propria identità ma non è il punto di arrivo del suo percorso".