Roger Waters ha scritto con i Pink Floyd pagine musicali che hanno cambiato la scena musicale rock, ha miscelato canzoni cambiando il modo in cui gli album venivano composti e infine ha ideato performance multimediali già negli anni ’70 cambiando il modo in cui, fino ad allora, venivano realizzati i concerti. Il genio creativo dei  Pink Floyd (come ama definirsi) ha avuto una conversazione al WTF podcast di Marc Maron parlando dei vecchi tempi con i suoi ex compagni della band e del pericolo del Trumpismo nazionale.

Waters contro Gilmour e Wright

Riguardo David Gilmour e Richard Wright (gli altri componenti dei Pink Floyd), Roger Waters è stato molto duro.

Ed è anche piuttosto sorprendente, visto che con il chitarrista sembrava esserci stato un riavvicinamento dopo la reunion per il Live8 del 2005 (quando Bob Geldof chiese proprio a Waters di convincere Gilmour a partecipare) e dopo che Waters era stato invitato dal chitarrista a suonare con lui ad un evento benefico e dopo che Gilmour stesso era apparso sul “muro” al London's 02 Arena in una tappa del Tour mondiale, nel 2011, per risuonare insieme Comfortably Numb. E sorprende anche l’attacco a un componente del gruppo che oramai è andato (anche se è noto che i rapporti tra Waters e Wright non erano idilliaci già a i tempi della band, tanto da arrivare all’estromissione del tastierista durante la realizzazione di The Wall a fine anni ’70).

Waters: nei Pink Floyd c'era un ambiente tossico

Waters con un certo senso di vittimismo sostiene che all’interno dei Pink Floyd si sentiva insignificante e che in seguito all’uscita dalla band ha realizzato di avere un cervello musicale sofisticato in grado di percepire cose che gli altri non riescono ad avvertire.

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“Penso che allontanarmi dai Pink Floyd, e lo dico sul serio, sia stato importante nel momento in cui l’ho fatto: era un ambiente veramente tossico”. Il bassista di riferisce direttamente a David Gilmour e Rick Wright rei di averlo di trascinato verso il basso sostenendo di non capire nulla di Musica, accusandolo di voler fare il maestrino noioso “ma non sa neanche accordarsi la chitarra”. In ogni caso il bassista ammette che gli anni passati insieme hanno permesso alla band di produrre degli ottimi lavori.

Waters contro il "Trumpismo nazionale"

Roger Waters nel corso della conversazione è passato ad attaccare Donald Trump, paragonandolo ad Adolf Hitler. Il “trumpismo nazionale” (definizione di Waters) è altrettanto insidioso quanto lo era Hitler negli anni ’30. “Il metodo per conquistare il potere nella nazione e per farla diventare uno stato di polizia totalitario è sempre lo stesso, è sempre l’identificazione dell’altro come nemico. Nel caso di Trump sono i cinesi, i messicani e l’Islam.

Con Hitler erano gli ebrei, i comunisti e gli zingari”. Non è la prima volta che Waters attacca apertamente Trump; già durante i recenti concerti in Messico e al Desert Trip in California, Waters aveva preso di mira il candidato repubblicano alla Casa Bianca dedicandogli “Pigs" (Maiali) mentre sulla megascenografia apparivano immagini dissacranti con Donald Trump che fa il saluto nazista, vestito come un membro del Ku Klux Klan, mentre imbraccia un dildo come fosse un fucile.