Tradizione e cultura, sacro e profano, realtà e leggenda si mescolano, in occasione dell'11 Novembre giorno della festa di San Martino.

In special modo nel Sud Italia, un po' meno altrove, si rinnova il rito della festa del vino novello, tra riunioni conviviali di parenti ed amici, o spensierate cene per rendere omaggio alla buona tradizione del Santo di Tours.

Le leggenda dell'estate di San Martino

Tanta allegria, in un giorno che viene ricordato come l'estate di San Martino, in relazione alla leggenda del mantello diviso in due dal Santo, per cederne la metà ad un mendicante nudo e la ricompensa divina che portò tre giorni di caldo, grazie a quel gesto caritatevole.

La storia narra che Martino dedicò molti anni della sua vita ai poveri ed agli infedeli, tanto da essere nominato nel 371 Vescovo di Tours, dove morì l'8 novembre. Tre giorni dopo, l'11 novembre, fu seppellito ed, in seguito, fu eretta una Basilica in suo onore.

A San Martino, ogni mosto diventa vino

Da allora questa data, grazie alla figura del grande Santo, è diventata una festa molto importante per tutta la cristianità. Col passare degli anni l'11 novembre ha assunto un diverso significato nel calendario popolare, in quanto in quel giorno si festeggiava anche la vendemmia, per cui la tradizione associava la festa di San Martino alla festa del vino, tanto che fu battezzata con il famoso proverbio 'a San Martino ogni mosto è vino'. Il rito cristiano assumeva sempre più le sembianze di festa popolare della buona cucina, della compagnia e dell'allegria.

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Ma il povero Martino era, secondo la narrazione storica, astemio tanto da scansare il vino come fa il diavolo con l'acqua santa. Ciononostante, col tempo il Santo divenne il protettore dei beoni, di coloro che si rifugiavano nel vino per sfuggire, talvolta, alle amarezze della vita.

Ma c'è di più: la fantasia popolare, ancora lei, ha diciamo esteso la protezione del Santo anche verso i mariti imbrogliati, per dirla tutta, cornuti, scegliendo come protettore proprio chi si tenne, in tutta la sua vita, lontano dalle donne che, in molte occasioni, avevano cercato di offuscare senza successo, la sua santità.

Tavole bandite in onore del Santo

Ma ormai è tardi per tornare indietro. Oggi, più che San Martino è sinonimo di tradizione culinaria, e di tanto, tanto vino. Piatti tipici come le 'pittule' nel Salento o le buone castagne calde vengono accompagnate al vino novello, in coincidenza con i giorni della vendemmia.

In questo giorno nessuno può fare a meno della buona tavola, o astenersi dal bere uno, due bicchieri di buon vino rosso, concedendosi al sano divertimento.