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Varese, 15 dicembre, nella fiabesca cornice settecentesca di Villa Recalcati, si conclude il tour di presentazione lombarda, del CalendEsercito2017.

Presente il giornalista Gianluca Rossi, Ufficiale di Complemento dell’Esercito Italiano, che con il Comandante Militare Esercito Lombardia Generale di Brigata Michele Cittadella, ha presentato il Calendario dell'Esercito Italiano, coadiuvati dagli interventi del collezionista Arnaldo Alioli e dello scrittore Alessandro Gualtieri. Approfondimenti sui temi affrontati dall’Almanacco storico, divenuto ormai un must per gli appassionati, che hanno appassionato i molti presenti fra cui parecchi studenti di alcuni istituti scolastici del luogo.

I lavori, sono stati aperti, dal Gen. D. Roberto Perretti, Comandante del Comando del Corpo d'Armata di Reazione Rapida della NATO in Italia (NRDC-ITA), che salutando gli ospiti, ha ricordato l'importanza dell'Esercito Italiano, ricordando che il motto #noicisiamosempre, coniato da un bambino, sia il simbolo di una istituzione realmente attiva in ogni campo, non solo all'estero, dove è impegnato su più fronti, ma anche in territorio nazionale, nelle emergenze maltempo, nelle catastrofi naturali, fornendo soccorsi per i terremotati, e in ultimis ma non per importanza, anche in ausilio alle forze dell'ordine in operazioni strade sicure.

Il Calendario si inserisce nelle commemorazioni del centenario della 1° Guerra Mondiale e narra le drammatiche vicissitudini che il Paese ha dovuto affrontare un secolo fa.

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Mese per mese, un resoconto della vita non solo dei soldati, ma anche dei civili, soprattutto donne, che la Grande Guerra ha devastato.

Quest’anno l'almanacco si confronta con il tema dei miglioramenti che le innovazioni tecnologiche hanno apportato nel corso degli anni fino ai nostri tempi. Innovazioni che ideate nel corso del conflitto, per semplice necessità, sono divenute oggi di uso quotidiano. Ad esempio la “bicicletta pieghevole” o l'orologio da polso, che prese il posto di quello da taschino impossibile da utilizzare in trincea con l'abbigliamento militare. Le migliorie non riguardarono solo le tecnologie, ma anche i rapporti sociali. Il paginone centrale infatti, è dedicato all’emancipazione femminile. Proprio durante la guerra infatti, per necessità le donne entrarono attivamente nel mondo del lavoro, nelle fabbriche, nelle fornaci, alla guida dei tram, nei cantieri edili, sostituendo progressivamente gli uomini, impiegati al fronte.

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