Il curioso mondo di Hieronymus Bosch è il documentario sulla vita e su una selezione di quadri del pittore fiammingo e tardo medioevale Hieronymus Bosch (1453 – 1516) esposta a ’s-Hertogenbosch, città natale dell’artista, in occasione delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte del pittore.

La degna ciliegina sulla torta di un evento che ha avuto un successo di pubblico internazionale e che ha consentito a tutti coloro che non si erano potuti recare alla mostra nel cuore della cittadina natale di poter ammirare proiettate su schermo cinematografico 36 delle 44 opere superstiti della sua produzione, accompagnato dagli interventi di esperti.

Durante il film interverranno, infatti, il regista Peter Greenaway, il critico d’Arte del Times Campbell-Johnston e il direttore del Het Nordbrabants Museum.

Il curioso mondo di Hieronymus Bosch permetterà di ammirare nel dettaglio dipinti di Bosch come il celebre Il carro del fieno in cui è magistralmente rappresentata l’umanità corrotta, ormai in preda alla follia e in cammino verso la dannazione, protagonista del pannello centrale del Trittico del fieno databile fra il 1500 e il 1502.

Sulla cima del carro, estranei al vorticoso tumulto che si svolge in basso, siedono coloro che vivono nel peccato della lussuria: una coppia di contadini si bacia fra i cespugli, mentre altri personaggi si dedicano a una musica lasciva in compagnia di una figura demoniaca dal naso a tromba e dalla coda di pavone, allusione alla vanità.

Il carro del fieno simbolo dell’avidità dell’uomo è lentamente trascinato verso l’inferno, raffigurato da Bosch nel pannello di destra, da un gruppo di personaggi mostruosi, creature ibride fra esseri umani e animali.

Tra le figure a cavallo, sontuosamente abbigliate, è possibile identificare il re di Francia, l’imperatore e il papa: nemmeno i grandi della terra sono risparmiati dalla corruzione e dal peccato, anzi, sono posti da Bosch alla guida dell’eterogeneo e frenetico corteo.

Davanti al carro, in posizione centrale, la scena di un omicidio rappresenta il culmine della violenza di cui è capace l’uomo accecato dalla brama di possesso.

Il tema principale dell’intera scena centrale del Trittico è l’illustrazione dell’antico proverbio dedicato proprio all’avidità: “Il mondo è come un carro di fieno, ciascuno ne arraffa quello che può.”

Nell’anta sinistra del Trittico quattro episodi distinti: la caduta degli angeli ribelli, la creazione di Eva, il peccato originale e la cacciata dei progenitori, procedendo dal fondo verso il primo piano, divisi tra loro dal serpeggiare della vegetazione boschiva.

Altro quadro che è possibile ammirare nel dettaglio è poi il famoso Il giardino delle delizie, lo sportello centrale del Trittico delle delizie, eseguito intorno al 1500 e oggi al Prado di Madrid, è dedicato alla lussuria: al centro del giardino è la fontana della giovinezza, circondata da ignudi a cavallo di animali fantastici.

Insolita è l’iconografia del pannello sinistro del Trittico: non sono rappresentati come consueto la Creazione, il Peccato originale e la Cacciata, bensì l’attenzione è concentrata sulla creazione di Eva.

A conclusione della complessa allegoria concepita per il Trittico delle delizie, nel pannello di destra, l’Inferno: l’umanità sorda alla legge divina, e caduta irrimediabilmente nel peccato, viene orribilmente punita secondo la legge del contrappasso.

Meraviglioso, nella sua ironia, il particolare L’inferno musicale così definito per la presenza di strumenti spesso usati impropriamente: il liuto diviene qui mezzo di tortura per un peccatore sul cui fondoschiena è stampata una melodia, intonata da un coro di dannati alla guida di un mostruoso maestro di canto.

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