Da prossimo 11 febbraio al 28 maggio 2017, presso il Museo d’Arte della Svizzera italiana di Lugano, aprirà la mostra “Meret Oppenheim, opere in dialogo. Da Max Ernst a Mona Hatoum”. La retrospettiva è dedicata a una delle artiste più note del Novecento. Meret Oppenheim (1913-1985) ha realizzato opere iconiche, dialogando e influenzando artisti come Man Ray, Marcel Duchamp, Max Ernst, Alberto Giacometti, René Magritte e molti altri. Guido Comis, curatore della retrospettiva, ci racconta nel dettaglio la genesi di questo interessante percorso espositivo.

Come è nata l'idea della mostra?

Da tempo pensavamo di dedicare una mostra a Meret Oppenheim.

C’erano molte buone ragioni: è un’artista legata al Ticino, una figura centrale del movimento surrealista e una delle più importanti artiste del secolo scorso. Nel 2015 Maria Giuseppina Di Monte, allora curatrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e studiosa dell’opera di Meret ci ha proposto di sviluppare un progetto insieme a lei è così abbiamo avuto occasione di realizzare il buon proposito.

Quali sono le opere più conosciute di Meret Oppenheim?

L’opera in assoluto più celebre di Meret è "Le déjeuner en fourrure", la colazione in pelliccia, ovvero la tazza rivestita di pelliccia che è ormai una delle icone del Novecento. Un’altra opera celeberrima e molto imitata è la "Coppia": due polacchini da donna uniti per le punte. Ma per certi aspetti fra le opere di Meret possono essere annoverate anche immagini che hanno lei per protagonista, per quanto non siano tecnicamente sue, come l’"Erotique voilée" di Man Ray: una serie di fotografie in cui Meret è ritratta nuda accanto a un torchio da stampa.

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È difficile capire chi davvero sia l’artista che ha creato quell’immagine: il fotografo che la ha scattata o la modella, Meret, che le ha interpretate?

Come sono state selezionate le opere?

Abbiamo voluto documentare tutta la carriera di Meret Oppenheim, dagli anni Trenta a Parigi fino agli anni Settanta, scegliendo le opere più importanti e significative. Accanto alle creazioni di Meret sono presentate in mostra anche opere di artisti che hanno lavorato accanto a lei a Parigi e che hanno condiviso i suoi stessi interessi in ambito artistico: Marcel Duchamp, Max Ernst, Jean Arp, Alberto Giacometti, René Magritte e altri ancora. Abbiamo inoltre incluso in mostra opere di alcuni artisti contemporanei che sono stati ispirati dalla creatività di Meret Oppenheim.

Come è stato pensato l'allestimento?

L’allestimento è suddiviso in sezioni ognuna delle quali si sofferma su uno dei temi che ricorrono nella ricerca di Meret Oppenheim e degli artisti surrealisti: il rapporto fra cibo e sessualità, corpo e indumento, la donna come figura fatata o strega, la natura come luogo del mistero, la maschera e il travestimento ecc.

A quali grandi artiste possiamo accostare la Oppenheim?

In un certo senso Meret Oppenheim può essere paragonata a tutte le grandi artiste del Novecento, perché tutte, così come lei hanno dovuto vincere diffidenze e pregiudizi e molto spesso la loro opera rappresenta una testimonianza di queste difficoltà. Penso per esempio a Louise Bourgeois e Carol Rama, ma i possibili accostamenti sono molto più ampi e possono riguardare artiste più giovani come Rebecca Horn e Mona Hatoum, che hanno guardato a Meret Oppenheim e ne hanno ammirato non solo la creatività ma anche la determinazione e l’indipendenza intellettuale.