Un anticipo di primavera la mostra che il comune di Milano dedica a Keith Haring, pittore statunitense morto a trentadue anni di Aids, eppure straordinario interprete del suo tempo e artefice di uno stile inconfondibile.

Keith Haring a Milano e opere inedite

Il disegno colorato di Keith Haring, un tripudio di figurine stilizzate rese in mille colori, porta nella città una carica di gioia e vitalità che vince non solo il grigiore dell'inverno ma anche la cupezza dei tempi. Sono 110 le opere presenti in mostra, alcune mai esposte ed inedite, di grande formato, capaci di indicare cosa può fare la stilizzazione e la fusione di linguaggi contemporanei nella fantasia di un pittore come Haring.

E lui, che si era formato sui disegni di cartoni animati ispirati a Walt Disney, che gli faceva il padre da bambino, per gioco, e che poi nella giovinezza ha rielaborato confrontandosi con la pittura di Pollock, Dubuffet, Paul Klee, ora nelle sale di Palazzo Reale sarà presente con tutta la carica di energia cromatica e lineare di cui è stato capace.

L'esposizione è stata organizzata dal Comune di Milano in collaborazione con Keith Haring Foundation, e il Sole 24 ore cultura, ed è curata da Gianni Mercurio. Le 110 opere presenti rappresentano un'occasione unica per apprezzare un genio della linea e del colore che seppe interpretare e portare al massimo valore simbolico l'Arte dei pittori di strada, quell'arte spesso disprezzata e condannata, e che pure ha dato grandi artisti.

Ma la visita alla mostra che inaugura il 21 febbraio e rimarrà aperta sino al 18 giugno 2017 è anche l'impatto con un linguaggio imprevedibile e inatteso, frutto di una full immersion nel mondo del figurativismo delle avanguardie e dell'astrattismo americano .Visitarla significa apprezzare uno degli artisti più originali del secondo dopoguerra, capace di raccontare con le sue figurine le lotte per i diritti umani, contro le forme del razzismo, e contro ogni evento segnato da abuso e di violenza sull'uomo, persino, paradosso massimo, contro il propagare dell'aids, lui che di aids poi è morto.

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