Mancano ormai pochissime ore prima dell’inizio della nuova edizione del Festival di Sanremo condotta da Carlo Conti e Maria De Filippi, e sia i Big sia le Nuove Proposte sono in Riviera a finire di perfezionare le loro performance. Tra i nuovi nomi che quest’anno approdano sul palco dell’Ariston, c’è Valeria Farinacci, classe 1993, in gara con Insieme.

- Prima di arrivare al festival, lei è stata allieva al CET di Mogol. Può raccontarci qualcosa riguardo a quest’esperienza?

- E’ stato un percorso molto formativo, che ha segnato il mio primo approccio reale alla musica italiana.

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Durante questo corso ho potuto studiare e apprezzare maggiormente il nostro patrimonio musicale, ed è stato lì che ho conosciuto Giuseppe Anastasi (l’autore del brano, n.d.r.).

- Come ha maturato la decisione di partecipare al Festival?

- Avevo deciso di mettermi alla prova in qualcosa di grande, e quindi di partecipare ai provini. Prima di fare questo, però, ho avuto modo di frequentare uno stage proprio a Sanremo, dove ho avuto modo di conoscere molti artisti e direttori d’orchestra, traendo ogni volta un’occasione per imparare qualcosa.

- Parliamo del brano che porterà in gara, Insieme. Parla del sogno di una vita in due nonostante i problemi di tutti i giorni.

- Non soltanto di una vita in due, ma di una vita in comunità. I messaggi sono riferiti ad entrambi i sensi: speranza di una vita in due e speranza per la comunità, voglia di andare avanti nonostante le difficoltà e, in senso più largo, stare insieme come comunità, concetto semplice ma di applicazione complessa in questi ultimi tempi.

- Quanto è importante, per lei, sognare?

- È fondamentale, perché ti permette di andare avanti.

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Ho una visione del sogno come un aiuto per la vita di tutti i giorni. Sognare non è una cosa solo da bambini, lo devono fare anche gli adulti, ad occhi chiusi o aperti, ma è fondamentale che lo facciano.

- Quanto contano le differenze nel rapporto amoroso?

- A volte contano molto. Molto spesso si cerca una persona simile a noi e poi, quando si vive una storia, si capisce che non è la persona giusta, e c’è bisogno di avere al nostro fianco una persona che sia almeno un po’ diversa da noi per avere un dialogo stimolante.

- Pensa che le persone, al giorno d’oggi, facciano facilmente sacrifici?

- No. Ho ventitré anni e noto che tra i miei coetanei, quando si parla di vissuto e di rapporti di coppia, con l’invasione dei social network, c’è un approccio un po’ più superficiale, e nel momento in cui c’è uno scoglio da sorpassare, si tende a lasciare andare, ci si allontana alla prima difficoltà, cosa che non dovrebbe accadere.

- Secondo lei, oggi, le persone sono rispettate per quello che sono?

- In realtà, direi di sì, ma c’è ancora molta strada da fare.

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Credo che i social ci abbiano un po’ disorientato, quindi c’è bisogno di tornare con i piedi per terra e, a livello di consapevolezza di sé, ridimensionare la nostra visione.

- Lei è laureata in lingue e mediazione culturale. Cosa vede da un punto di vista prettamente professionale, nel suo futuro?

- Le mie due grandi passioni sono la musica e le lingue straniere, e il mio sogno sarebbe quello di riuscire a specializzarmi in comunicazione museale e poter rendere reale la mia carriera in musica. Intanto, il 10 febbraio uscirà l’EP Insieme (con il brano omonimo sia in versione originale sia in versione acustica firmata dalla chitarra di Massimo Varini – già collaboratore di Nek, n.d.r.), poi vedremo quello che succederà.