Artista italiano nato nel 1969, residente a Parigi, il suo lavoro spazia tra diversi medium, dalla pittura alla scultura, con opere in ceramica e assemblaggi in materiali compositi, passando per il disegno e il suono.

Attraverso un approccio antropologico, esplora differenti tematiche legate ai suoi luoghi d’origine, la Sardegna, la Sicilia e il contesto del mediterraneo. Memoria collettiva, rivisitazione dei miti e realtà politica contemporanea, si fondono nelle sue opere marcate da una sensibilità verso la materia e da un’acuta coscienza delle questioni legate alla riconfigurazione degli equilibri socio-economici.

Non perdere gli ultimi aggiornamenti Segui il Canale Rap

Per quanto riguarda l’opera, difficile incasellare in poche parole il lavoro di Ciacciofera che dimostra una creatività poliedrica, da vero interprete del contemporaneo in grado di sintetizzare le idiosincrasie del moderno, padroneggiando diversi media.

Pittura: dalla figurazione all’informale con esiti molto interessanti. Scultura: dalle resine fino alla più tradizionale, seppur rivista, ceramica. E poi installazioni concettuali. Fotografie. Libri d’arte.

The density of the transparent wind, realizzata per la Documenta 14 su invito di Adam Szymczyk e di Bonaventue Soh Bejeng Ndikung, consiste in uno spazio sonoro di 40 minuti che viene diffuso durante i sei mesi della esposizione, a partire dal 16 aprile e fino al 17 settembre, su Documenta 14 Radio Kassel e su nove networks radio associati (Grecia, Colombia, Camerun, Brasile, Stati Uniti, Libano, Indonesia e Germania). L’opera rimanda all’universo delle rotte del Mar Mediterraneo concentrandosi sulla vita e l’attività dei pescatori; il loro rapporto con la natura, con le leggi tecnocratiche e, in modo evidente, il loro quotidiano impegno e spirito di solidarietà nella tragedia delle migrazioni, considerando il tutto alla luce di una nuova visione utopica sentita come unica alternativa percorribile per il mondo attuale e futuro.

I migliori video del giorno

L’artista ha recentemente esposto in una personale a Summerhall Art Center di Edimburgo, in risonanza con gli scritti di Antonio Gramsci, Odio gli indifferenti (I hate the indifferent), accompagnata da un catalogo monografico (intervista con Christine Macel, testi di Richard Demarco e dello stesso artista) ; inoltre una mostra personale al CAFA Museum di Pechino (curata da Wang Chunchen), accompagnata da un catalogo monografico (con un’intervista con Hans Ulrich Obrist, testi di Christine Macel e di Wang Chunchen).