A parte i fan storici dei Rolling Stones, non tutti sapevano chi fosse Anita Pallenberg. Almeno fino a ieri, quando la notizia della sua morte è iniziata a circolare. Eppure la donna, scomparsa ieri notte all'età di 73 ani, dopo una lunga malattia, è stata un personaggio simbolo degli anni dorati del rock.

Anita Pallenberg e l'incontro con gli Stones

Nata a Roma durante l’occupazione tedesca, da subito dimostra di saper cogliere lo spirito dell’epoca. Ad appena 16 anni fugge dal collegio tedesco dove l’aveva iscritta il padre per perdersi nella la Dolce Vita romana. Infatti assiste alle riprese del capolavoro di Fellini ed ispirata dagli incontri con lo stesso regista, Visconti, Pasolini e Moravia, vola a New York per entrare nella Factory di Andy Warhol.

Contemporaneamente si dedica all’attività di modella, sospesa fra gli Stati Uniti, Londra e Parigi.

Nel 1965, mentre si trovava a Monaco per una sfilata, decide di infilarsi nel backstage dei rolling stones. Brian Jones, fondatore della band, si innamora di lei e da quella notte la vita di Anita Pallenberg cambia per sempre. La relazione finirà dopo appena due anni, quando Jones diventa troppo violento. La leggenda racconta che durante una vacanza in Marocco, Keith Richards salvò Anita durante un brutto litigio col compagno di band e la portò in salvo a Londra.

Se sia andata esattamente così non possiamo saperlo, di certo è che i due rimasero insieme per dodici anni. Pur non sposandosi mai ebbero tre figli, Marlon, Dandelion detta Angela e Tara.

Proprio a Dandelion è dedicata la canzone Angie, composta dalla band mentre la Pallenberg era incinta. Il suo contributo nel lavoro degli Stones però non si limita a quello di una semplice groupie. Mick Jagger decide di seguire il consiglio di Anita di remixare interamente il settimo disco della band, Beggars Banquet.

Inoltre incide i cori della traccia di “Sympathy for the Devil”.

Con la band inglese non condivide solo le glorie. Verso la fine degli anni Settanta viene arrestata per detenzione di droga, e andrà in un centro di riabilitazione insieme al compagno Keith Richards a causa della dipendenza dall’eroina.

Non solo modella ma anche attrice

Non soltanto sulle passerelle: Anita Pallenberg è apparsa anche in numerosi film. La sua carriera cinematografica prende il via nel ’68 con Barbarella. Film di Roger Vadim con Jane Fonda in cui interpreta la black queen. A partire da quel momento appare in numerose pellicole cult di quegli anni, come Dillinger è morto di Marco Ferreri e Candy, film di Christian Marquand con Marlon Brando.

Proprio riguardo questa esperienza Keith Richards dichiarerà su Life “Marlon Brando l’ha rapita una notte e le ha letto delle poesie sperando di conquistarla, ma non ha funzionato, così la sera dopo ha provato a sedurre me ed Anita insieme!” Inutile dire che compare anche in molti documentari sugli Stones fra cui quello girato da Godard.

Gli ultimi anni lontani dai riflettori

Dopo la separazione con Keith Richards e una fugace apparizione nel mondo della moda, la Pallenberg decide di ritirarsi dalle scene. Anche per colpa di problemi di salute. Ha sofferto di epatite C a causa della dipendenza dall’alcol. In molti le hanno chiesto di scrivere un’autobiografia ma lei ha sempre risposto: “Ultimamente tutti stanno scrivendo autobiografie, e questa è una delle motivazioni per cui io non lo farò. Se perfino la giovane Posh Spice sta scrivendo un libro di memorie, allora io non voglio farlo!”

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