Nella sua nuova narrazione, la scrittrice italiana ha ideato una scenografia urbana doppia. Intanto, il luogo reale è rappresentato dalla città nella quale ha fatto i suoi studi universitari: Bologna. A questa Bologna fatta di portici e di giovani che frequentano via Zamboni, insomma la parte universitaria praticata da Silvia Avallone come studentessa fuori sede, con il cappuccino bevuto nei bar della folcloristica Piazza Verdi, ne è stata aggiunta una immaginata.

Ed è proprio nella parte inventata del romanzo che si muovono i personaggi – eccezionalmente e paradossalmente tratti dalla vita vera – che l’autrice originaria di Biella ha creato per affidare loro un destino.

Un destino che somiglia a quello di tanti individui e pertanto, conosciuto e somigliante a quello del lettore che si troverà, durante il tempo della lettura, a confrontarsi con il proprio fato. Con le proprie speranze. Con i propri idoli.

Personaggi e luoghi

La Bologna inventata da Silvia è quella del quartiere periferico Labriola. Un quartiere denso di architetture periferiche denominati palazzi Lombriconi. Chi vive e chi sono coloro che trascorrono la loro esistenza in quegli appartamenti che prendono il nome oltre che dal mondo animale anche da quei mezzi su rotaie – i lombrichi verdi colmi di bambini e adulti che sorridono – che animano i luna park? La risposta la dà Barbara Stefanelli che, nella sua recensione sul Corriere della Sera, dice “Il libro intreccia i destini dei personaggi lasciandoli in stanze parallele, senza schiacciarli su una tesi, riscatto o perdono che sia.

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Donne, uomini, bambini avanzano, inciampano, corrono”.

Quindi, sono individui alle prese, come tutti, con il loro percorso di vita. Sono personaggi immersi nella quotidianità che scorre forse senza clamore ma che, indagati dalla lente della scrittrice, acquistano spessore. Quei personaggi, va da se, hanno dei nomi. C’è Zeno che, nella vita, ha imparato a rinunciare. C’è Manuel che ha programmato la conquista del mondo. Ma è solo un programma: il suo destino è quello di perdente. Ci sono Dora e Fabio. Cercano un figlio, ma non arriva. E poi c’è lei, la protagonista. Si chiama Adele e lotta con una decisione ineluttabile.

La rassegna modenese

L’appuntamento con l’autrice, ma anche con altri eventi culturali, è per il 22 luglio 2017. Il luogo è nei Giardini Ducali in Corso Canalgrande. A Modena. La rassegna darà spazio a questa esponente della letteratura contemporanea italiana, alle ore 19. Quindi, dopo “Marina Bellezza” del 2013 e il fortunato esordio del 2010, “Acciaio” premiato col Campiello, è la vota di sentire dalla stessa autrice la presentazione di “Da dove la vita è perfetta”, edita da Rizzoli.