Segno e mezzo, convenzione e gioco. La pluralità è insita nell'attitudine delle parole ad esplicare significati, raccordi, relazioni. Forse, ancor prima di tutto questo, la parola è modificazione emozionale primaria e radicale che ascende e decade in tutte le sue sfumature, belle e brutte. La parola è suono e richiama l'ascolto. Sarà per queste ragioni che la partecipazione di Rai Radio3 a Pordenonelegge 2017, ha stabilito un fondamentale legamento di senso con la manifestazione che si è svolta dal 13 al 17 settembre per una festa del libro e della lettura insieme agli autori.

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Parole da scrivere e da leggere, aperte alla "fruizione" in traiettorie di ricerca che divengono letteratura, poesia, teatro, storia e storiografia, politica, antropologia. Rai Radio 3 ha presentato il suo programma di punta, per quanto riguarda la linguistica italiana, "La Lingua Batte", registrato nel Ridotto del Teatro Verdi sabato 17 Settembre di fronte ad un pubblico numeroso ed attento ed andato in onda il giorno successivo per la consueta programmazione domenicale.

La puntata ha segnato anche l'ideale passaggio del testimone fra Giuseppe Antonelli, primo conduttore, professore ordinario all'Università degli Studi di Cassino, e Giordano Meacci, scrittore e sceneggiatore che subentra per guidare la trasmissione insieme alla curatrice Cristina Faloci ed al regista Manuel De Lucia.

Un pool di ospiti d'eccezione nel simposio delle parole

La parola è di genere femminile ed, in fondo, lo spazio del Ridotto del Verdi, in un'ubicazione defilata rispetto alle grandi arterie del centro storico, poteva essere assimilato simbolicamente ad un esteso grembo per la definizione di punti generativi del valore delle parole. Fra i principali ospiti, Luca Serianni, storico della lingua italiana che ha elaborato con Maurizio Trifone l'ultima edizione del vocabolario della lingua italiana "Devoto Oli", edito da Le Monnier e del quale è prevista la presentazione ufficiale a Roma il 22 settembre.

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Il nuovo vocabolario sceglie l'uso del femminile per designare cariche e professioni delle donne (ministra e non ministro, avvocata e non avvocato) e promuove l'italiano in luogo degli anglicismi. Contiene, inoltre, delle rubriche per una lettura maggiormente distesa e non limitata alla stretta spiegazione dei significati dei vocaboli. Al microfono di Meacci anche la linguista e studiosa Valeria Della Valle, coautrice, insieme a Giovanni Adamo, del saggio "Che cos'è un neologismo" (Carocci) e Giuseppe Patota al quale si deve "Vita. Storia di una parola" (Feltrinelli) che chiarisce che il termine "vita" appare per la prima volta in un testo posto fra il tardo latino e l'italiano denominato "Formula di Confessione Umbra". Ospite straniero che ha confessato, invece, di conoscere soltanto il latino "come lingua straniera" e di amarlo per la sua intrinseca logica, l'inglese David Lodge che ha scritto "Un buon momento per nascere" (Giunti). Enigmi e giochi delle parole con Teresa Ciabatti, scrittrice e sceneggiatrice, e Stefano Bartezzaghi, il cui ultimo lavoro è "Parole in gioco, per una semiotica del gioco linguistico" (Bompiani).

In veste di intervistato, Giuseppe Antonelli, si è soffermato sul suo "Volgare Eloquenza" (Laterza) dedicato al lessico della politica. A fare gli onori di casa, è stato Alberto Garlini, poeta e scrittore, organizzatore di Pordenonelegge giunta quest'anno al traguardo della diciottesima edizione per dire ancora che le parole dei libri, analitiche o drammatiche, gorgoglianti o divertenti, alimentano il serbatoio di configurazioni possibili di identità e di futuro.