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Emilio Vedova, nato e morto a Venezia rispettivamente nel 1919 e nel 2006 , è stato uno dei principali protagonisti del panorama artistico italiano per gran parte del '900, a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, con le iniziali esperienze d'avanguardia e attraverso la sua adesione ai vari movimenti artistici che hanno segnato un'epoca quali: Nuova secessione italiana, Fronte nuovo delle arti, Gruppo degli otto. E' stato l'artista che ha maggiormente sviluppato e dato seguito agli originari fermenti della pittura informale europea e di quella gestuale americana, tanto che negli anni '60 diventò il principale punto di riferimento artistico internazionale, ereditando nel 1965 il ruolo che fu di Oskar Kokoschka all'Accademia d'Arte Internazionale di Salisburgo.

Infatti, mai come in questo caso, le opere in mostra a Venezia, testimoniano concretamente proprio la centralità di Vedova e del suo lavoro in questo particolare periodo storico.

I viaggi negli Stati Uniti

Nell'arco degli otto anni che vanno dal 1965 al 1973 l'artista veneziano soggiornò negli USA in tre occasioni, spostandosi da New York a San Francisco, dove vennero organizzate numerose sue mostre personali. Tenne anche molte conferenze nelle università e nelle accademie statunitensi argomentando la sua esperienza artistica e quella dei principali artisti europei.

Da queste esperienze americane scaturì un ciclo di opere, realizzate nel biennio '76 - '77, a cui venne dato il titolo emblematico di De America. Del ciclo fanno parte complessivamente 16 dipinti realizzati con colori acrilici su tele di grandi dimensioni, di forma quadrata, rettangolare, rotonda e triangolare, di cui 14 in mostra a Venezia.

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Dall'osservazione di questi grandi quadri si percepisce come Vedova abbia metabolizzato gli scontri culturali e sociali vissuti in quegli anni. Sembra che li abbia affrontati a viso aperto, assorbiti, scomposti, rielaborati e poi traferiti sulle sue tele. Ne sono scaturite opere pittoriche formalmente rigorose ma da cui traspare l'energia incontenibile e la vigorosa gestualità che hanno sempre connotato l'attività pittorica di Vedova.

Dopo decenni di rapporti con grandi personaggi della cultura statunitense e con le università americane, le opere in mostra riflettono perfettamente il legame espressivo dell'artista con l'arte made in USA, infatti dagli anni quaranta Vedova è in costante relazione con il linguaggio espressivo degli artisti proposti dalla grande gallerista Peggy Guggenheim a Venezia, in primis Jakson Pollock e Franz Kline, condividendone i valori artistici e le ricerche espressive, oltre ai linguaggi pittorici veri e propri.

La rivolta della pittura di Vedova

I grandi quadri in movimento, appesi alla macchina robottizzata progettata insieme a tutto lo spazio dei Magazzini del Sale dall'amico Architetto Renzo Piano, "emettono" una sorta di urlo: l'urlo distintivo della pittura di Vedova che rifiuta la realtà, lottando con essa anche fisicamente e verso la quale si ribella cogliendone le contraddizioni e le imperfezioni, disgregandola e ricomponendola attraverso il vigoroso strumento del suo gesto pittorico.

La sua voce di protesta sembra unirsi a quella di altri grandi artisti e nelle opere prodotte da questo "coro" si possono intravedere le strutture tipiche del paesaggio urbano americano: ponti di ferro, scale antincendio, edifici industriali e grattacieli che, infatti, ritroviamo anche in alcune opere di Franz Kline, la cui influenza sull'artista veneziano in questo caso risulta evidente. Ma per Vedova questa sorta di strutture costrittive, come pesanti gabbie metalliche, rappresentano tutte le contraddizioni sociali e politiche del tempo, a cui si aggiungono le quattro opere polimateriche esposte in istallazione nello Spazio Vedova che affrontano il tema drammatico e cruento della guerra, pensando ai conflitti in atto nei Balcani e nel Golfo Persico.

Tutte le immagini riguardanti quel viaggio "coast to coast" compiuto dall'artista a cavallo tra gli anni sessanta e settanta sono documentate da un video inedito girato da esso stesso per riprodurre il paesaggio e la realtà sociale americana del tempo.

Emilio Vedova, "De America", Venezia, Magazzini del Sale e Spazio Vedova - fino al 26 novembre.