L’adhd (Attention Deficit Hyperactivity Disorder), il disturbo da deficit dell’attenzione, consiste principalmente nell’incapacità di mantenere la propria attenzione incentrata per un tempo prolungato su un’attività. È spesso definita un handicap, in quanto porta inevitabilmente ad una serie di insuccessi scolastici, isolamento sociale e sentimenti di scarsa autostima. Ciononostante John Doyle, a cui è stata diagnostica ufficialmente l’ADHD a 38 anni, non la ritiene un ostacolo, ma anzi un superpotere: regista, scrittore e studente di giurisprudenza all’UCC, ha affermato che la sua natura problematica a scuola e con gli altri gli ha concesso di diventare ciò che è adesso.

Ha scelto di non assumere farmaci e parla di neuro-diversità, in quanto l’ADHD viene sviluppata in seguito a non solo fattori ambientali, ma anche ad alterazione neurologiche, ovvero a livello cerebrale.

No Borders

Il primo desiderio di John era la recitazione. Ha studiato recitazione al Kinsale College of Education nel 2009 e un anno dopo è passato alla regia. Alcuni anni fa ha diretto No Borders, il cui tema centrale è la situazione dei rifugiati di guerra, scatenato dalla triste popolarità della foto ritraente il bambino siriano Aylan Kurdi trovato morto sulla costa mediterranea. Lo spettacolo doveva consistere in una piccola esibizione, ma si è trasformata in qualcosa di più, tanto da avere un seguito: No Borders 2 è descritto come un’esplorazione nel tempo e nella memoria attraverso il trauma, raccontando la vita di vittime di abusi e di disturbi psicologici.

Un'opera per sensibilizzare

No Borders 2 avrà sei recite in un solo atto, tutte incentrate su personaggi di provenienza africana, e sarà una produzione più sperimentale rispetto all’originale No Borders. I traumi dei personaggi nascono dalla violazione dei diritti umani e non solo: le commedie brevi comprendono ad esempio la storia di una donna vittima di violenza basata sul genere, mentre Tsi Tsi racconta la storia di un'amicizia nata dall'incontro di una donna africana e un ragazzo irlandese in fuga dalla famiglia adottiva. Uno degli interpreti della commedia, Raphael Olympio, rappresenta la storia di proprio padre, scappato in seguito alla guerra civile scoppiata a Togo.

Attraverso lo spettacolo John spera di sensibilizzare le persone e sviluppare solidarietà nei confronti dei migranti e sarà messo in scena al Granary Theatre di UCC dal 16 al 18 aprile.