A Cannes i giornalisti hanno potuto vedere la prima di “Solo: una storia di Star Wars”, ovvero l'ultima incarnazione della serie iniziata da George Lucas nel 1977.

Si tratta, come suggerisce il titolo, di un episodio che si concentra sulla storia di Han Solo, che nel film capostipite era interpretato da Harrison Ford.

Se siete di quelli che per decidere se andare al cine si orientano con le recensioni, abbiamo dato una scorsa ad alcune critiche apparse sulla stampa internazionale e ve ne diamo conto qui sotto.

Se invece siete di quelli che vogliono farsi un'idea da soli, bene, allora non avete che da aspettare fino al 25 maggio, che è il giorno previsto per l'uscita nelle sale della pellicola diretta da Ron Howard (“Apollo 13”).

"Inutile"

Gregorio Belinchón, il critico cinematografico del País, non usa mezzi termini. Per lui il film è “inutile” (una pellicola “innecesaria”).

Scrive tra l'altro il critico spagnolo: “Ci sono stati applausi, qualche fischio (nella sala più grande delle due dedicate alla stampa) e una certa sensazione di sazietà. D'altra parte in 'Solo: una storia di Star Wars” si nota un certo sforzo di sceneggiatura, opera dei Kasdan, padre e figlio, e rimane sospesa nell'aria la domanda di come sarebbe stata la pellicola se l'avessero conclusa i registi che l'avevano cominciata, Phil Lord e Christopher Miller”. E poi: “Il licenziamento di Lord e Miller è avvenuto a luglio scorso, a tre settimane dalla fine delle riprese. Hanno deciso di assumere Ron Howard per rimettere in sesto un film che secondo loro non andava nella giusta direzione.

Howard è un professionista veterano stimato dagli studios: non dà mai problemi, anche se non cambierà certo la storia del Cinema”.

Il protagonista: “Aiden Eherenreich: la colpa non è sua, lui fa quel che può e certo non possiede il carisma di Harrison Ford, ma di chi lo ha scelto, ovvero la ditta Disney, Miller e Lord. Grande chimica con Ciubecca, inesistente con Qi'ra (Emilia Clarke)”.

"Godibile"

Decisamente più positivo Peter Bradshaw, sul Guardian: per lui il film è un'allegra cavalcata, è “godibile”, e meriterebbe “lo status di un vero episodio”. Quanto a Ron Howard, per Bradshaw “è nato per dirigerlo”.

Ancora: “La dinamica tra i membri del cast è formidabile e la coppia di sceneggiatori padre-figlio Lawrence e Jonathan Kasdan riesce senza sforzo a ricreare lo spirito degli episodi dal IV al VI”.

Il protagonista: “Aiden Eherenreich fa rivivere spavaldamente il romanticismo galante del giovane Harrison Ford”.

Il regista: “Con Howard ai comandi, il film è un gran divertimento”.

"Una pagina di Wikipedia"

Secondo A.

O. Scott, del New York Times, il film “dà risposte a domande che non abbiamo mai fatto”

Tipo: “Han Solo da dove ha preso il suo cognome? Come si sono incontrati lui e Ciubecca? Come fu la mano di carte vincente con cui vinse il Millennium Falcon?”

Il film, scrive Scott, “risponde a tutte queste domande e ad altre ancora”, il che secondo lui non è una brutta cosa, anche se curiosamente fa assomigliare la pellicola “alla versione filmata di una pagina di Wikipedia”.

Il protagonista “si impegna molto, ma a volte sembra un po' perso”. E “le scene iniziali hanno il vago sentore della gomma bruciata, della benzina e dei giovani ormoni di 'American Graffiti' (diretto da George Lucas nel 1973: tra i protagonisti c'erano lo stesso Ron Howard e un giovane Harrison Ford)”.

"Trascurabile"

Bill Goodykoontz, Arizona central (USA Today): “Buono ma trascurabile”.

“'Solo: A Star Wars Story' è un film perfettamente credibile con inseguimenti, romanticismo, doppi e tripli giochi e azione, ma in ultima analisi è assolutamente trascurabile”.

Conclude Goodykoontz: “Mettiamola così: se siete di quelli che piangono quando Solo e Ciubecca si siedono per la prima volta sul Millennium Falcon mentre in sottofondo va la musica di 'Star Wars', allora questo è il film più grande mai girato. Se non lo siete, allo no. Spoiler alert: allora no”.