Sembravano dei normali lavori stradali, effettuati per intervenire sui sottoservizi della rete elettrica Acea. Invece, com'è avvenuto già in tante altre occasioni, anche stavolta la storia di Roma ha consegnato all'umanità un'importante testimonianza [VIDEO] del suo glorioso passato, un misterioso edificio sul quale sarà necessario proseguire analisi e studi per comprenderne l'utilizzo, il significato ed una datazione ben precisa. Si tratta di una costruzione rinvenuta a Ponte Milvio, nei pressi del fiume Tevere, costituita da quattro ambienti e da un piccolo cimitero, recante anche dei materiali piuttosto preziosi.

Al momento, secondo gli studiosi, l'enigmatico reperto archeologico avrebbe una datazione compresa tra il I e il IV secolo d.C., dunque piena età imperiale.

In questa fase risulta piuttosto complicato poter dare delle risposte concrete sull'utilizzo e sulla portata del complesso, anche se si presuppone si tratti di un edificio che, col tempo, ha cambiato usi e finalità, passando da una precedente attività commerciale (testimoniata dalla parte inferiore degli scavi, risalente al I-II secolo d.C.) ad una successiva e probabile residenza o luogo di culto cristiano.

Trovate tombe e decorazioni in marmo

L'antico complesso aveva cominciato a far capolino già dallo scorso autunno, quando erano stati ordinati scavi archeologici preventivi, prima che cominciassero i lavori stradali lungo Ponte Milvio. Procedendo nell'intervento, a poco a poco ci si è resi conto che Roma stava per mostrare al mondo l'ennesima testimonianza del suo immenso patrimonio storico-artistico.

Nel sito, infatti, sono state trovate delle raffinate decorazioni in marmo presenti in alcuni ambienti dell'edificio, un bellissimo pavimento in opus Sectile, una zona absidata affiancata da una camera rettangolare e, successivamente, due costruzioni circolari. A completare la scoperta ci hanno pensato delle tombe recanti ancora dei resti ossei.

Gli archeologi ritengono che la struttura sia stata edificata laddove in precedenza sorgeva un magazzino. Se in un primo momento la Soprintendenza Speciale di Roma aveva ipotizzato che potesse trattarsi di una ricca villa suburbana, successivamente la presenza delle sepolture ha fatto propendere per un'altra ipotesi di studio. Potrebbe trattarsi, infatti, di un antico luogo di culto cristiano, una sorta di piccola Basilica, affiancata da un cimitero e da due mausolei. Il Soprintendente Francesco Prosperetti, come riportato da "Il Messaggero", ha affermato che sicuramente si tratta di una "sovrapposizione di due fasi". I resti del I secolo d.C.

fanno riferimento ad un luogo dedito ad un attività produttivo-commerciale, mentre quelli databili intorno al III secolo d.C. sarebbero attribuibili ad una struttura ben più preziosa, come comprovato dai marmi e dalle raffinate decorazioni.

A questo punto, diventa compito degli studiosi analizzare il reperto archeologico [VIDEO]di Ponte Milvio, anche se purtroppo dovranno fronteggiare un problema non di poco conto: lo scavo non potrà essere ampliato ne portato interamente alla luce, ma sarà necessario rinterrarlo, per evitare che possa essere irrimediabilmente danneggiato da eventuali inondazioni del Tevere. Ad ogni modo, per rassicurare l'opinione pubblica che già chiedeva a gran voce un'adeguata valorizzazione storico-artistica del misterioso edificio, il Soprintendente Prosperetti ha chiarito che gli esperti potranno continuare a portare avanti le loro ricerche ed analisi, utilizzando un'ampia documentazione che, oltre a riportare tutti i materiali ritrovati nello scavo, si avvale anche di una precisa ricostruzione tridimensionale.