Sarà inaugurata sabato 13 luglio alle 17.30, all'interno della Sala delle Verifiche del Complesso Monumentale dello Steri, sede del Rettorato dell'Università degli Studi di Palermo, in piazza Marina, 61, alla presenza del Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Palermo Fabrizio Micari e del direttore del Sistema Museale di Ateneo Paolo Inglese, la nuova tappa della mostra collettiva di fotografia, pittura e scultura dal titolo "Borderless – Sguardi senza confini", che tratta il tema dell’integrazione dello straniero.

L'esposizione è curata dalla professoressa Graziella Bellone e organizzata in collaborazione con Flavia Alaimo.

La mostra itinerante, che comprende in questa occasione una selezione più vasta di opere, è già stata esposta e ha riscosso notevole successo di pubblico alla Galleria Civica d’Arte – Palazzo Moncada – a Caltanissetta e successivamente alla GAM – Ex Convento di Santa Chiara – di Catania, con il patrocinio del locale Assessorato alla Cultura.

Le parole del Rettore

"Ho accolto con grande convinzione la proposta di ospitare allo Steri la collettiva “Borderless – Sguardi senza confini” - ha affermato il Rettore Fabrizio Micari - perché la tematica evocata dagli artisti in merito all’integrazione dello straniero è la stessa delle politiche di accoglienza ed inclusione su cui la nostra Università si sta impegnando in prima linea, spesso in contro tendenza negli ultimi anni, in cui le culture xenofobe diffuse rischiano di generare paure e involuzioni sociali sulle giovani generazioni".

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"La mostra - ha proseguito il Rettore - ha una finalità fortemente educativa e permette di riflettere sull’inalienabilità dei principi di uguaglianza e democrazia e ritengo che lo Steri sia il luogo cittadino più consono per questa rassegna: da simbolo di oscurantismo culturale in passato per via dell’Inquisizione, oggi è sede centrale dell’Università degli Studi di Palermo, che rappresento e della quale mi sento orgoglioso per il fermento nella formazione intellettuale dei giovani e per l’impegno nel progresso dei saperi e della ricerca.

Iniziative artistiche come questa possono creare ponti e presupposti per rifiutare i linguaggi dell’odio e le retoriche della paura - ha concluso Micari - e per imparare invece quelli dell’accoglienza e dell’inclusione, superando in tal modo la distanza tra identità lontane e rendere concreta una realtà sociale di effettiva comprensione e convivenza tra esseri umani".

Le opere e gli artisti

Il corpus di opere, che si compone di una selezione di ben 42 foto dal formato di cm 100x65, sia in bianco e nero che a colori e scattate in Italia e all’estero, è stata realizzata da sei Street Photographer già noti e apprezzati nella scena artistica regionale e nazionale: Patrizia Bluette, Gabriele Caruso, Zino Citelli, Giuseppe Costanzo, Massimiliano Ferro e Anna Mogavero.

In questa nuova, prestiosa tappa, l'intera collezione sarà arricchita da una sezione di pittura e scultura comprendente ben 13 opere degli artisti Adriano Maraldi e Massimo Sansavini.

Attraverso le proprie espressioni artistiche e le proprie, individuali sensibilità, gli artisti coinvolti contribuiscono, con notevole abilità evocativa, a fare di questa rassegna terreno fertile non solo per sensibilizzare la collettività ad una attenta e più consapevole riflessione sull’arricchimento della convivenza interetnica e interculturale, ma anche per suscitare e stimolare una reazione critica e partecipata da parte dei fruitori nei confronti di quelle condizioni umane che richiamano alla responsabilità sia le istituzioni che i singoli individui.

Una testimonianza che diventa, appunto, un richiamo all'attenzione, un monito a non voltare il viso dall'altra parte, uno strumento silenzioso, ma di impatto volto a cambiare, o comunque a far riflettere sulla nostra percezione del “confine” e dei luoghi di appartenenza per scoprirci e riscoprirci umani, fatti di quella umanità che ci spinge ad interessarci all’altro oltre noi per imparare a comprenderlo e convivere con lui in un mondo che ci vede sempre interconnessi, ma "emotivamente distanti".

L’invito di "Borderless – Sguardi senza confini" è proprio quello di guardare oltre, di non limitarsi all'apparenza affinché l’osservatore, coinvolgendosi empaticamente, possa superare o comunque ridurre le distanze in nome dei principi più alti di uguaglianza e democrazia tra popoli.

L’ingresso alla mostra è gratuito e sarà fruibile da sabato 13 luglio fino a venerdì 13 settembre 2019, dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.

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