L’opera in trattazione è di particolare fattura, visto che nella sua prima pubblicazione divenne un best seller, secondo solo a romanzi della portata di “Via col vento”. Si chiama “Jalna” (Fazi, pag. 234) ed è atteso per il 4 luglio 2019. L’autrice Mazo De La Roche con questa pubblicazione, ottenne la fama internazionale. Di questa scrittrice, al di là dall’enorme fortuna che riscosse la narrazione della saga famigliare che la portarono a ottenere anche, oltre al successo di pubblico, riconoscimenti emanati dal mondo letterario – come l’Atlantic Montly Prize – si ricorda anche l’aspetto privato, legato a un fitto mistero e mai sceverato con chiarezza.

Anzi, con l’arrivo della popolarità, questa romanziera canadese di lingua inglese, per difendere il suo estremo bisogno di riservatezza, dovette ricorrere perfino alla costruzione di una figura pubblica artificiosa. Il mistero che le alitava intorno non poteva non ispirare l’ambiente cinematografico; così, le fu dedicato un film con un titolo indubbiamente programmatico: “The Mistery of Mazo de la Roche”.

La storia del romanzo

Per quanto il Nuovo Mondo sia sempre, in maniera più o meno cosciente, ritenuto un luogo ‘inventato’ dai primi arrivati dall’Europa – che siano i vichinghi di Erik il Rosso o la Nina, la Pinta e la Santa Maria, compreso l’intrepido Amerigo Vespucci che bontà sua (o di chi teorizza che sia così) pare abbia regalato a quella terra addirittura il nome – poi bisogna sempre fare i conti con chi stava lì da tanto.

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E che ha dato i nomi locali, come Jalna. Il nome, in questa occasione anche titolo del libro, indica una grande tenuta nella regione dell’Ontario e già città indiana. È in questo luogo che l’autrice situa la narrazione che ruota intorno ai due capostipiti più importanti di quella che diverrà una saga famigliare: lui è Philiph Whiteoak, lei è la moglie, Adeline.

Una questione di equilibri

Le famiglie sono dei microsistemi assimilabili a meccanismi di alta orologeria.

Hanno bisogno di equilibri. E questo significa che non è possibile superare senza conseguenze una caduta o uno scossone. È quello che accade alla famiglia Whiteoak – uno scombussolamento – quando due nuovi membri vengono a ingrossarne le fila. Si tratta di due donne. Più precisamente di due nuore. La prima è Alayne, deliziosa americana dedita alla costruzione della propria carriera che, conscia delle sue possibilità, riesce ad ammaliare l’universo maschile che si muove nella tenuta di Jalna.

La seconda, Pheasant, è la più giovane arrivata, ma anche la più chiacchierata. Essa è una figlia illegittima e pertanto, considerata un oltraggio che si fa spazio per minare la struttura della famiglia, la quale si trova a difendere i principi – giusti o arretrati che siano – ritenuti adatti al nucleo dei Whiteoak.

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