Fernando Botero è un artista celebre e conosciuto in tutto il mondo, estremamente prolifico, il quale a 87 anni continua a realizzare opere enormi estremamente riconoscibili, e oggi diventa protagonista di un documentario biografico.

Si intitola “Botero – Una ricerca senza fine”, sarà nelle sale cinematografiche italiane dal 20 al 22 gennaio e farà conoscere a tutti quel che si nasconde veramente dietro alle famosissime figure grasse e sovrappeso dell’artista colombiano.

La nascita del documentario

Il film su Botero nasce grazie alla collaborazione di Feltrinelli Real Cinema e Wanted Cinema e grazie all’idea del canadese Don Millar, sostenuta dalla stessa figlia del protagonista, Lina, produttrice esecutiva del documentario stesso. Durante la presentazione di una mostra in giro per il mondo, precisamente in Cina, una mostra che è stata apprezzata da più di un miliardo di persone, Millar, in compagnia di Lina e degli altri due figli di Botero, gettò la miccia di quello che poi è diventato il film [VIDEO], un documentario in cui al centro di tutto vi è la famiglia, quella costituita dai tre figli di Fernando, sempre presenti e raccolti attorno all’artista.

Il desiderio è quello di delineare un quadro estremamente intimo della vita dell’autore, passando per i 70 anni di lavoro continuo e instancabile, per l’incredibile mole di opere prodotta, per la nascita della sua passione per l’arte [VIDEO]e per il consolidarsi di quello stile che fa di Botero un artista davvero riconoscibile: il tutto attraverso gli occhi dei suoi amati figli, Lina, Fernando e Juan-Carlos.

La storia si snoda attraverso il dialogo tra questi ultimi e il padre, non mancano gli interventi di galleristi e critici d’Arte e gli 87 anni di vita di Botero scorrono sullo schermo creando un fedele e profondo ritratto dell’uomo.

Chi è Fernando Botero?

È questo l’interrogativo a cui il film di Don Millar cerca di dare una risposta. Botero nacque a Medellin, in Colombia, visse in varie parti del mondo ma la sua terra di origine ebbe sempre un posto centrale nel suo cuore e nella sua arte.

Ma, insieme alla sua Terra, anche l’Italia ebbe una rilevanza incredibile in quanto l’amore per l’arte nacque da un’opera di Piero della Francesca raffigurata sulla copertina di un libro scovato in un negozio a Madrid: la scoperta dell’artista rinascimentale fu la nascita di tutta la sua carriera nell’ambito dell’arte, lo portò a Firenze e, da autodidatta, ebbe il Rinascimento come punto di riferimento costante. Comprò persino una casa a Pietrasanta e usò il marmo di Carrara per le sue sculture, inno ulteriore al suo amore per la classicità.

Botero scelse la sua strada legata al mondo dell’arte classica in un periodo in cui stava esplodendo la pop art, si destreggiò fra pesanti critiche e rimase sempre fedele ai suoi ideali, prediligendo le sue forme grandi e morbide e ancora oggi, a 87 anni, lavora imperterrito nel suo studio, donando al mondo stralci del suo mondo su tela o nel marmo.

In “Botero – Una ricerca senza fine” c’è tutto questo e il quadro finale è quello di Fernando in tutte le sue sfaccettature, come artista, padre e Uomo.

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