Il 2 gennaio 2025, Rai3 trasmetterà 'Vengo anch’io', un documentario che ripercorre la vita, la carriera e l’eredità artistica di Enzo Jannacci. Diretto da Giorgio Verdelli, il documentario offre una nuova prospettiva sul percorso umano e professionale di uno degli artisti più originali della canzone italiana.
Il racconto include filmati inediti e testimonianze di amici, familiari, colleghi e collaboratori, in particolare del figlio Paolo Jannacci, arricchito dalle parole e dai ricordi di figure di spicco della cultura e dello spettacolo come Roberto Vecchioni, Jovanotti, Elio, Cochi Ponzoni, Diego Abatantuono e Claudio Bisio.
Questo speciale su Jannacci occuperà una posizione di rilievo nella programmazione serale, riportando l'attenzione su una figura chiave della musica e del cabaret italiano.
Il docu-film 'Vengo anch’io' esplora non solo la carriera musicale di Enzo Jannacci, ma anche il suo profondo legame con Milano, città che amava e da cui traeva ispirazione. Attraverso materiali d’archivio della Rai e immagini private, il documentario offre una narrazione completa, dagli esordi jazz alla svolta nel cabaret, passando per collaborazioni significative con Dario Fo, Giorgio Gaber e Cochi e Renato.
Oltre all’aspetto biografico, il documentario mette in luce i temi sociali e umanitari che hanno influenzato molte delle canzoni di Jannacci, così come la sua doppia professione di medico e artista.
"Jannacci è stato unico per la sua capacità di osservare gli altri e raccontarli restando sempre umano", si afferma nel documentario, sottolineando la sua delicatezza personale.
Il documentario e le testimonianze
Il documentario presenta un ritratto corale, intrecciando la narrazione di Verdelli con le voci di coloro che hanno condiviso esperienze artistiche e personali con Jannacci. Gli interventi di Vecchioni, Jovanotti, Elio, Abatantuono e Bisio evidenziano i molteplici aspetti della poetica di Jannacci: la tenerezza verso i più deboli, l’ironia malinconica e l’attaccamento alla cultura milanese.
Un ruolo speciale è riservato a Paolo Jannacci, figlio d’arte, musicista e custode della memoria paterna, che condivide ricordi della vita familiare e parla dell'eredità lasciata dal padre alla musica italiana.
Le immagini provenienti dagli archivi Rai e di famiglia offrono momenti inediti di concerti, backstage e vita quotidiana, mentre Cochi Ponzoni sottolinea come Jannacci "abbia sempre saputo portare sul palco una leggerezza autentica".
Il progetto di Verdelli si inserisce in un contesto di riscoperta della musica d’autore italiana sulla televisione pubblica, concentrandosi non solo sull'artista ma anche sul contesto sociale milanese tra gli anni Sessanta e Novanta. Emerge la sensibilità di Enzo Jannacci verso temi come l’emarginazione e la povertà, che hanno sempre caratterizzato la sua scrittura musicale, e la sua capacità di comunicare sia con il pubblico popolare che con la critica.
L'eredità artistica e umana di Jannacci
Enzo Jannacci, nato a Milano nel 1935 e scomparso nel 2013, è stato una figura di spicco nella scena musicale e culturale italiana. Diplomato al Conservatorio e inizialmente attivo come pianista jazz, si è affermato negli anni Sessanta come autore di canzoni iconiche come 'Vengo anch’io. No, tu no', 'El portava i scarp del tennis' e 'La fotografia'. La città di Milano è al centro della sua produzione, con le sue contraddizioni e i suoi personaggi, spesso trasformati in canzoni dal tono partecipe e ironico.
Nel corso della sua carriera, Jannacci ha collaborato con Dario Fo, Giorgio Gaber, Cochi e Renato, portando nel cabaret temi di grande umanità e attenzione sociale.
Oltre alla musica, Jannacci ha continuato a esercitare la professione di medico, dimostrando una rara capacità di unire successo pubblico e dedizione al prossimo. L’impatto della sua opera è ancora vivo nella generazione contemporanea, come dimostrano le testimonianze raccolte in 'Vengo anch’io'. Il docu-film di Verdelli offre una visione completa di Jannacci: artista, uomo e cittadino di Milano, la cui eredità musicale e umana continua a essere celebrata nella cultura italiana.