Lo stilista giapponese Soshi Otsuki, classe 1990, ha presentato la sua collezione Autunno/Inverno 2026 a Firenze, nell’ambito della 109ᵃ edizione di Pitti Uomo, in programma dal 13 al 16 gennaio 2026. Otsuki ha sfilato al refettorio di Santa Maria Novella, segnando un debutto internazionale nella capitale italiana del menswear. Come ha raccontato Otsuki, questo momento è particolarmente significativo: “Sono trascorsi quindici anni da quando ho provato per ben quattro volte a partecipare a un concorso di moda in Italia, che alla fine non ho mai vinto.
In quel momento ho pensato che le cupe atmosfere del Giappone mal si adattassero a un cielo luminoso come quello italiano, e ho messo da parte l’idea. Adesso, oltre un decennio più tardi, è per me un grande onore poter sfilare a Firenze”.
La collezione, definita da Otsuki stesso ‘nostalgica’, evoca una rilettura del passato, con attenzione alla manipolazione dei dettagli sartoriali e al rapporto tra capo e corpo. Il marchio omonimo Soshiotsuki, fondato nel 2021, si afferma attraverso riferimenti alla sartoria classica maschile, caratterizzata da completi dal fit ampio ispirati agli anni Ottanta.
Tra gli elementi distintivi spiccano i revers a lancia e le punte del colletto delle camicie, arricciati artificialmente grazie alla lavorazione del ferro per introdurre un sottile movimento.
E ancora, le camicie Oxford lavorate in sbieco, che creano un drappeggio accentuato infilando il capo nei pantaloni; e l’unione della camicia bianca al pantalone, trasformando l’ensemble in una tuta. La costruzione dei capi richiama la precisione sartoriale tipica della moda italiana anni Ottanta.
Il concetto creativo di Otsuki nasce dalla domanda: perché proviamo nostalgia per epoche che non abbiamo vissuto? È un omaggio all’Italia, definita da Otsuki “la patria spirituale della sartoria”, filtrato attraverso il suo sguardo personale e le arti performative giapponesi, trasposte in moda attraverso tecniche sartoriali e artigianali e una cura estrema nei dettagli. Tra le collaborazioni della stagione figura anche Asics Sportstyle, con cui ha realizzato capi come felpe in velluto da abbinare al resto della collezione.
Soshi Otsuki a Pitti Uomo: un incontro tra Giappone e Italia
La presenza di Soshi Otsuki a Pitti Uomo 109 è stata interpretata come un incontro tra la tradizione sartoriale giapponese e la contemporanea sensibilità italiana, con un linguaggio definito “un Made in Japan filtrato dal concetto di Made in Italy”, ispirato agli anni della bolla economica giapponese – il "baburu keiki" – quando a Tokyo si indossava Armani.
La presentazione a Firenze ha suscitato attenzione internazionale: la collezione si è imposta come un “tour de force di drappeggio, taglio e silhouette”, con spalle morbide e volumi dominanti. I completi doppiopetto con revers a punta, realizzati in crepe e lana fine in tonalità di grigio come cemento, fango o tortora, hanno aperto la sfilata; i pantaloni, con sei pieghe anteriori, risultano ampi ma eleganti grazie a una scelta sartoriale calibrata.
Chi è Soshi Otsuki
Soshi Otsuki è nato a Chiba nel 1990. Ha studiato menswear al Bunka Fashion College e ha frequentato la scuola privata Coconogacco; ha lanciato il suo marchio SOSHIOTSUKI nel 2015, incorporandolo ufficialmente nel 2021. È stato semifinalista del premio LVMH nel 2016 e ha vinto il Tokyo New Designer Award nel 2019.
Il suo approccio creativo nasce dall’interesse per le arti performative classiche giapponesi e dalla volontà di trasporre tali riferimenti in un tailoring raffinato. Otsuki ha dichiarato che il lavoro di Giorgio Armani lo ha profondamente ispirato: “il suo operato dimostra che l’abbigliamento può trascendere confini e generazioni, e ambisco a creare qualcosa di simile”.
La sfilata a Pitti rappresenta un momento di svolta: l’approdo in un contesto internazionale centrale per la moda maschile e il coronamento di un percorso creativo che unisce tradizione, memoria e contemporaneità.