Ieri sera, 7 febbraio 2026, all’Auditorium delle Clarisse di Rapallo, è andata in scena in prima assoluta la lettura scenica del monologo “Tu, Dio”, tratto dalle “Le confessioni” di sant’Agostino, scritte nel 398. Il protagonista è stato Davide Livermore, che ha interpretato con ritmo narrativo elevato e una gamma di toni e sfumature un testo curato da Margherita Rubino. L’esecuzione è stata accompagnata sul palco da tre strumentisti del Chimera Ensemble: Andrés Locatelli (flauti), Leon Jänicke (liuti e chitarre) e Sabina Colonna-Preti (viola da gamba e lirone).
Le parole iniziali del testo recitano: “Tu sei grande, Signore, e ben degno di lode; grande è la tua virtù, e la tua sapienza incalcolabile”. Si tratta di un incipit tratto dalle “Le confessioni”, considerate uno dei capolavori della letteratura cristiana, in cui sant’Agostino narra in prima persona il suo percorso interiore e la sua conversione al cristianesimo. Il monologo si concentra sull’autobiografia intima del santo, senza tralasciare la “giovinezza dissoluta”, il periodo cartaginese, il trasferimento a Roma e il momento dell’“illuminazione”.
Il testo, della durata di circa un’ora, ha trovato una forma di narrazione intensa grazie alla presenza del gruppo strumentale, che ha contribuito a creare un’atmosfera ora sospesa, ora tragica, ora improvvisamente festosa.
L’Auditorium, recentemente ristrutturato e riaperto, si è presentato decisamente affollato, con applausi calorosi al termine dello spettacolo.
Il contesto dell’opera agostiniana
Le “Le confessioni” di sant’Agostino, scritte nel 398, rappresentano una delle opere più importanti della letteratura cristiana e della spiritualità occidentale. Si tratta di un’autobiografia intima in cui il santo, rivolgendosi a Dio come unico interlocutore, racconta la propria vita e conversione, con grande sincerità e profondità.
Il testo è strutturato in tredici libri e affronta temi centrali come la ricerca della verità, il rapporto con Dio, la memoria, la grazia e la fragilità umana. Nonostante la sua antichità, l’opera è ancora oggi attuale per la sua capacità di raccontare il viaggio interiore dell’uomo alla ricerca del trascendente.
È unanimemente considerata un capolavoro che ha influenzato profondamente pensatori e letterati.
Rilancio del luogo e del formato scenico
L’Auditorium delle Clarisse di Rapallo, recentemente ristrutturato e riaperto, offre oggi un contesto ideale per iniziative culturali di respiro spirituale e riflessivo. La scelta di impostare il testo come monologo, affidandolo a un interprete viscerale come Livermore, ha favorito un coinvolgimento profondo del pubblico. L’accompagnamento musicale, calibrato sui cambi di atmosfera del testo, ha amplificato l’efficacia narrativa e emotiva dell’intervento.
La recita ha mostrato inoltre come un’opera antica possa essere trasposta nella contemporaneità teatrale attraverso linguaggi diversi: la voce dell’interprete, la musica dal vivo, l’intensità emotiva.
Lo spazio rinnovato dell’Auditorium, con la sua acustica e la sua disponibilità di posti, ha contribuito a realizzare una serata culturalmente significativa e partecipata.
In conclusione, la prima assoluta di “Tu, Dio” ha unito tradizione e innovazione, rinnovando il dialogo tra patrimonio spirituale e linguaggio teatrale contemporaneo.