Nell’autunno del 2026, il MAXXI di Roma ospiterà una nuova mostra dedicata al Futurismo, intitolata “Sensing the Future”. L’esposizione si configura come una prosecuzione, “rivista e corretta”, della precedente rassegna “Il tempo del futurismo”, allestita presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025. L’annuncio è giunto da Gabriele Simongini, curatore della mostra originaria, durante la presentazione della riedizione del libro di Emilio Settimelli "Marinetti. L’uomo e l’artista", alla quale Simongini ha contribuito con la prefazione.

La presidente della Fondazione MAXXI, Emanuela Bruni, ha sottolineato come la nuova mostra presenterà “alcune opere futuriste che sono alla base della visione contemporanea dell’arte”, mirando a instaurare un dialogo tra le radici del movimento e le sensibilità artistiche attuali.

Il contesto della mostra e le sue radici nel Futurismo

“Il tempo del futurismo”, la mostra precedente curata da Gabriele Simongini alla Galleria Nazionale, aveva posto un forte accento sul rapporto tra arte, scienza e tecnologia, evidenziando un “completo rinnovamento della sensibilità umana” promosso dalle scoperte moderne. L’esposizione, visitabile dal 3 dicembre 2024 al 27 aprile 2025, aveva raccolto circa 350 opere, tra cui dipinti, sculture, progetti, disegni, oggetti d’arredo, film, oltre a oltre cento libri e manifesti.

Erano inoltre presenti un idrovolante, automobili, motociclette e strumenti scientifici d’epoca. Due installazioni site-specific, realizzate da Magister Art e Lorenzo Marini, avevano arricchito ulteriormente il percorso, pensato per un pubblico ampio, con un’attenzione particolare alle nuove generazioni.

La mostra si era avvalsa di numerosi prestiti da prestigiose istituzioni italiane e internazionali, tra cui il MoMA, il Metropolitan Museum di New York, il Philadelphia Museum of Art, l’Estorick Collection di Londra e il Kunstmuseum Den Haag dell’Aia. Il catalogo, edito da Treccani, includeva contributi di autorevoli studiosi come Gabriele Simongini, Francesca Barbi Marinetti, Günter Berghaus, Elena Gigli e Claudio Giorgione.

Il museo MAXXI: spazio, vocazione e orizzonti per “Sensing the Future”

Il MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, fondato nel 2009 e dedicato all’arte e all’architettura contemporanea, rappresenta un contesto ideale per ospitare “Sensing the Future”. Il museo, concepito come un laboratorio multidisciplinare di ricerca e innovazione, comprende collezioni permanenti, sale espositive, un auditorium, una biblioteca, una mediateca, una libreria e spazi educativi. La sua architettura distintiva, caratterizzata da volumi complessi e pareti curvilinee, favorisce percorsi espositivi variegati e sorprendenti.

Negli ultimi anni, il MAXXI ha ospitato importanti mostre su architettura, il premio MAXXI BVLGARI Prize e figure contemporanee come Franco Battiato, William Kentridge e Ai Weiwei.

L’aggiunta di una rassegna come “Sensing the Future”, che invita a portare “i futuristi nel loro futuro”, ovvero nel presente, si allinea perfettamente con la vocazione del museo a creare un ponte tra la storia delle avanguardie e la riflessione contemporanea.

Sul sito ufficiale del MAXXI è già annunciata la mostra “Sensing the Future” per il periodo dal 18 novembre 2026 al 31 gennaio 2027. L’esposizione presenterà una selezione di capolavori di artisti come Balla, Boccioni, Depero e Crali, affiancati da nuove opere di artisti contemporanei quali Fuse*, Fabio Giampietro, Donato Piccolo e Quayola. Questi ultimi interpreteranno le teorie futuriste per immaginare il futuro prossimo. Tra le citazioni che arricchiranno la mostra, spicca un brano di Umberto Boccioni: «La nostra opera fresca di qualche mese […] precorre di almeno cento anni la sensibilità artistica italiana».