Domenica otto febbraio, il Teatro di San Carlo di Napoli ospita un appuntamento mensile della Stagione di Musica da Camera 2025/2026 con il concerto intitolato “Una particolare convivenza”. L’esibizione, che vedrà protagonisti i professori d’orchestra del Lirico napoletano, è in programma alle ore diciotto.
La compagine musicale è formata da Salvatore Lombardo e Giuseppe Navelli ai violini, Nikolas Altieri alla viola, Matilde Agosti al violoncello, e Alessandro Fraticelli e Michelangelo Acierno ai corni. Il programma proporrà tre opere, esplorando un percorso musicale che parte dagli archi per aprirsi gradualmente al dialogo con il corno: il Quartetto n.
1 in re maggiore, op. 11 di Čajkovskij; il Quintetto in mi bemolle maggiore, K 407 di Mozart; e il Sestetto in mi bemolle maggiore, op. 81 b di Beethoven.
Il Quartetto di Čajkovskij, composto nel 1871 durante il suo insegnamento al Conservatorio di Mosca, predilige una scrittura di stampo classico, discostandosi dall’enfasi drammatica tipica delle sue pagine sinfoniche. Il Quintetto mozartiano, nato nel 1782 in collaborazione con il cornista Joseph Leutgeb, indaga le potenzialità del corno naturale al di fuori del contesto concertistico tradizionale. Il Sestetto giovanile di Beethoven, concepito tra il 1794 e il 1795 per un duo di corni e quartetto d’archi, si distingue per una scrittura virtuosistica e una spiccata sperimentazione timbrica, anticipando le evoluzioni del linguaggio beethoveniano.
Il ciclo Musica da Camera al San Carlo
La Stagione di Musica da Camera 2025/2026 del Teatro di San Carlo si articola in un ciclo mensile che valorizza i professori d’orchestra attraverso diverse formazioni cameristiche. La rassegna prevede undici appuntamenti, da novembre 2025 a ottobre 2026, con concerti domenicali per promuovere l’eccellenza della compagine interna del Lirico napoletano.
Tra gli eventi precedenti, domenica undici gennaio si è tenuto un concerto con protagonista un quintetto d’archi. Il programma includeva il Quintetto in sol minore, K 516 di Mozart e il Quintetto n. 2 in sol maggiore, op. 111 di Brahms, quest’ultimo descritto come “un trionfo della melodia” per la sua ricchezza timbrica e il respiro quasi sinfonico della scrittura degli archi.
Tradizione e innovazione cameristica
La consuetudine del Teatro di San Carlo di dedicare ai propri professori d’orchestra stagioni di musica da camera sottolinea una solida tradizione nella valorizzazione del patrimonio artistico interno e nella proposta di un’offerta culturale sostenibile. Il programma di questo concerto, che accosta opere di Čajkovskij, Mozart e Beethoven, manifesta un denso dialogo tra epoche musicali differenti, dal classicismo alla sperimentazione romantica. Tale scelta si allinea idealmente all’equilibrio timbrico e alla raffinata sensibilità cameristica che contraddistinguono le recenti direzioni artistiche della rassegna.
Il Teatro di San Carlo, tra i più antichi teatri d’opera europei, ha sempre sostenuto la musica da camera quale componente essenziale della sua offerta artistica. L’istituzione offre al pubblico occasioni di ascolto che affiancano l’opera e il concerto sinfonico, coniugando tradizione e innovazione in un percorso musicale coerente.