Tullio De Piscopo si avvicina agli ottant’anni, che compirà martedì, in concomitanza con l'inizio del Festival di Sanremo. Con il suo caratteristico umorismo partenopeo, commenta: “Marò, sono arrivato a 80 anni: ma chi se lo aspettava! C’è un disegno pazzesco!”. Il musicista tornerà sul palco del Festival nella serata dei duetti come special guest, affiancando LDA e Aka Seven per una reinterpretazione di “Andamento lento”, il suo successo più noto, presentato proprio a Sanremo il 24 febbraio 1988. A celebrare questo anno significativo, dal 27 marzo prenderà il via il tour “80 Tullio – The Last Tour … Nun ’o saccio!”, con la prima tappa a Castelraimondo (Macerata), seguita da Napoli, Roma e altre città italiane come Bitritto, San Severo, Palermo, Catania, Milano e Torino.

In primavera è prevista inoltre l’uscita del cofanetto “80 Tullio”, composto da quattro vinili, un omaggio alla sua prolifica carriera. “Non ho mai dormito”, confida, “d’altra parte io in vacanza mi annoio”, ricordando le sue 3.800 registrazioni e le collaborazioni con artisti del calibro di Astor Piazzolla, Quincy Jones e John Lewis.

“Andamento lento ha una storia formidabile”, racconta, rievocando i concitati momenti del novembre 1987: l’incontro con Marco Ravera all’aeroporto, la frenetica ricerca del testo insieme all’impresario Willy David e l’ispirazione improvvisa di un tassista romano bloccato nel traffico, che gli suggerì la frase chiave. Il brano nacque così, quasi per caso, a poche ore dalla consegna del nastro.

Il contesto della celebrazione

L’ottantesimo compleanno si intreccia perfettamente con il ritorno di De Piscopo al Festival di Sanremo, dove si esibirà in duetto su un brano che lo ha consacrato al grande pubblico. È un momento simbolico: festeggiare gli ottant’anni di fronte al pubblico televisivo italiano significa celebrare non solo un traguardo anagrafico, ma una carriera lunga e poliedrica che continua a pulsare. Il tour, che attraverserà l’Italia toccando luoghi significativi, rappresenta la prosecuzione naturale di questo racconto musicale; e il cofanetto in vinile si configura come un oggetto celebrativo che unisce memoria e musica.

La carriera e la genesi del “fenomeno De Piscopo”

Nato e cresciuto nella tradizione musicale napoletana, figlio di un percussionista dell’orchestra del Teatro San Carlo, De Piscopo ha costruito una carriera che ha attraversato generi e decenni: dal jazz al pop, dal rock all’autore.

La sua fama è esplosa negli anni ottanta, in parallelo con la Superband di Pino Daniele, e brani come “Stop Bajon” e “Andamento lento” hanno segnato un passaggio fondamentale della musica italiana. Ha collaborato con nomi di spicco come Chet Baker, Franco Battiato, Mina, Lucio Dalla, Fabrizio De André, Vinicius de Moraes, Quincy Jones, Astor Piazzolla, tra gli altri. Non è solo batterista: è anche cantante, autore, docente e testimone di un’energia creativa che ha attraversato sei decenni di storia musicale.

L’uscita del cofanetto in vinile “80 Tullio” è un atto rituale di celebrazione, con un’edizione speciale: le prime ottanta copie saranno in vinile oro, numerate e autografate; seguirà la versione in vinile nero.

È un oggetto che unisce il passato al presente, il suono al gesto, la memoria alla contemporaneità.

Con tutta la sua verve, racconta: “non ho mai dormito” – una battuta che diventa emblema di una vita dedicata al ritmo, alla musica, al movimento. Una vita in cui l’assenza di riposo non è fatica, ma ritmo incessante; non è stanchezza, ma creatività che pulsa. De Piscopo resta un caso unico: batterista dalla mano di ferro e anima leggera, capace di cantare, suonare e coinvolgere generazioni intere senza mai fermarsi.