La giornalista Valentina Reggiani ha pubblicato il volume “Il disagio giovanile – Testimonianze di rinascita al femminile” (Edizioni Artestampa, 127 pagine, 20 euro), un’opera che raccoglie decine di storie, prevalentemente di giovani donne, dalle comunità legate al Ceis di Modena. Il libro mira a illuminare il crescente fenomeno del disagio giovanile nell’era post-pandemica, analizzandone le origini e proponendo strategie concrete per il supporto e il recupero. Con la prefazione di Padre Giuliano Stenico, presidente della Fondazione Ceis Ets, il volume offre un percorso narrativo e documentario sulle esperienze di rinascita maturate in questi contesti protetti.

L’opera invita i giovani a non arrendersi e a cercare supporto professionale. La presentazione ufficiale è fissata per mercoledì 25 marzo alle 10.30 presso l’Istituto superiore di Scienze dell’Educazione e della Formazione “Giuseppe Toniolo”, in via Toniolo 125 a Modena, durante una conferenza stampa dedicata.

Il volume si arricchisce dei contributi di approfondimento firmati da Mario Paternoster, dirigente della squadra mobile di Modena, e da Susanna Pietralunga, docente di Criminologia all’Università di Modena e Reggio Emilia e direttrice del Centro di ricerca criminologica sul disagio giovanile. Reggiani, mettendo l’accento sulla sofferenza interiore che molte ragazze e ragazzi affrontano, ha dichiarato: “Ho voluto incontrare alcuni di loro per cercare di comprendere cosa abbia prodotto nel tempo questo buco nero che li sta inghiottendo”.

Il testo offre riflessioni sulle cause sociali e psicologiche della crisi giovanile, analizzando in particolare l’impatto della solitudine emotiva determinata dal lockdown e la crescente richiesta di attenzione che può sfociare in gesti estremi o comportamenti autolesionistici.

Il Ceis di Modena: supporto e rinascita nel post-pandemia

Il Centro di Solidarietà di Modena (Ceis), fondato negli anni Settanta da Padre Giuliano Stenico, rappresenta da anni un punto di riferimento per il recupero e il sostegno di giovani e famiglie in condizioni di fragilità. L’istituzione offre una vasta gamma di servizi, dalle comunità educative ai centri di ascolto, e collabora attivamente con le autorità e il tessuto sociale cittadino.

Le comunità afferenti al Ceis sono nate per offrire spazi protetti dove minori e adolescenti possono affrontare, con l’aiuto di figure professionali qualificate, percorsi di recupero, reinserimento sociale e riacquisizione di fiducia.

Gli episodi di disagio descritti nel volume riflettono una situazione diffusa non solo nel territorio modenese, ma anche in altre aree italiane. L’emergenza pandemica ha amplificato il senso di isolamento e di insicurezza, generando in molti giovani una richiesta di amore e attenzione che si esprime talvolta attraverso comportamenti a rischio, dalla chiusura in sé stessi all’abuso di sostanze, dalla violenza e all’autolesionismo. Le testimonianze raccolte da Reggiani offrono uno sguardo diretto e senza filtri sulla realtà delle comunità terapeutiche, fornendo al lettore uno spaccato vivido delle difficoltà incontrate e delle strategie di intervento sperimentate nel contesto della Fondazione Ceis.

La multidisciplinarietà degli approcci e la professionalità degli educatori sono punti di forza del Ceis, come evidenziato dall’autrice: “Ho scelto il Ceis come guida proprio per la multidisciplinarietà che la contraddistingue relativamente agli interventi proposti e alla professionalità ed esperienza dei suoi educatori sul territorio”. Le analisi contenute nel libro vengono arricchite dalla prospettiva criminologica di Susanna Pietralunga e da quella esperienziale di Mario Paternoster, che offrono strumenti critici utili non soltanto per comprendere ma anche per intervenire sul disagio giovanile. Il Ceis, con le sue comunità e il Centro di ricerca criminologica, svolge un’attività cruciale di monitoraggio e prevenzione dei fenomeni di devianza, confermandosi un presidio fondamentale nel panorama dei servizi sociali modenesi.