Edward St Aubyn, autore britannico celebre per la saga dei Melrose, ha presentato in Italia il suo nuovo romanzo, Linee parallele, pubblicato da Gramma Feltrinelli. L'opera, seconda di una serie iniziata con Doppio cieco, è stata introdotta a Roma e, il 23 marzo 2026, a Milano. Il libro offre una profonda satira del mondo contemporaneo, bilanciata da un messaggio di ottimismo e focalizzata sulla guarigione: sia fisica che mentale, ma anche ecologica e ambientale.

La trama intreccia le vite di Sebastian e Olivia, due gemelli separati alla nascita che non si sono mai incontrati, vivendo esistenze diametralmente opposte.

Sebastian, affetto da schizofrenia, è in cura dallo psicanalista Martin Carr, padre adottivo di Olivia. Quest'ultima è impegnata nel progetto radiofonico Apocalypse per la BBC, investigando le cause della prossima grande estinzione. St Aubyn stesso sottolinea: “I miei libri sono incentrati sulla guarigione dalla malattia sia fisica che mentale e anche dell'ambiente, ecologica… Cerco di scrivere della gentilezza e sulla gentilezza ed è una sfida letteraria”.

Riflettendo sulla possibilità di un sequel della saga dei Melrose, St Aubyn la contrappone alla nuova serie: mentre i Melrose rappresentano “la famiglia infelice”, i Carr incarnano una famiglia “felice, realizzata”. L'autore ipotizza un seguito dei Melrose ambientato negli anni Venti del XXI secolo, per “vedere un po' che cosa combinano oggi”.

Nonostante la sua consueta incertezza sui progetti futuri, St Aubyn ha già rivelato il titolo del terzo romanzo della serie: Convergenze. Questa scelta, insolita per lui, simboleggia un'evoluzione dai concetti di divisione espressi in Doppio cieco e Linee parallele verso una spinta all'unione.

Il significato di 'Linee parallele' e i suoi temi

Il titolo Linee parallele fa riferimento all'illusione ottica per cui “quando noi guardiamo le linee parallele, pensiamo ai binari di un treno, abbiamo l'illusione ottica che alla fine ci sia una convergenza ed è proprio questo su cui il libro si concentra”. Il romanzo prosegue la riflessione iniziata con Doppio cieco sulla capacità della scienza di rappresentare la realtà, interrogandosi sulle sue limitazioni nel descrivere fenomeni cruciali come la coscienza, la memoria e l'identità.

Viene inoltre esplorato il motivo per cui temi come la compassione, la gentilezza e la bontà d'animo siano spesso sottorappresentati in letteratura rispetto alla loro importanza nella vita reale.

La narrazione alterna capitoli dedicati al progetto di Olivia, che deve produrre sei puntate sull'estinzione e altre sei su possibili “Solutions” per evitare il disastro, ponendo l'accento su un delicato equilibrio tra pessimismo e speranza. Sebastian, assistito dal dottor Carr, affronta un profondo percorso di guarigione da una crisi psicotica, mettendosi alla ricerca della madre biologica che lo aveva abbandonato. Il romanzo approfondisce il suo viaggio terapeutico e il rapporto centrale con il terapeuta, culminando in un atteso incontro-scontro familiare che mira alla ricomposizione, pur tra le tensioni di vecchie e nuove ferite emotive.

Un affresco della contemporaneità

Linee parallele amplia il panorama dei personaggi già introdotti in Doppio cieco, includendo Francis, impegnato in progetti di riforestazione tra la Gran Bretagna e l'Amazzonia, Lucy, amica di Olivia in lotta contro un tumore, e il filantropo Hunter, ritiratosi in un convento italiano. Accanto all'indagine psicologica, il romanzo affronta temi di sostenibilità e ambiente, evidenziando l'intreccio tra crisi individuali e collettive. La cifra stilistica di St Aubyn si distingue per la costante alternanza tra ironia e compassione, manifestata sia nel racconto delle vite complesse dei protagonisti sia nella rappresentazione del contesto contemporaneo, dalle crisi climatiche alla necessità di nuove forme di gentilezza e assistenza psicologica.

Durante una visita a Kenwood House a Londra, Sebastian e Olivia osservano un autoritratto di Rembrandt, la cui espressione definita “vulnerabile ma forte” sintetizza la visione filosofica del romanzo. La narrazione di St Aubyn si mantiene così lontana dalla retorica sentimentale, ponendo invece l'accento sulla resilienza e la crescita attraverso la compassione, come espresso nella frase: “Compassion is just love in the face of suffering and love does not run out with use – it grows stronger”.