L'attrice e modella francese di origini marocchine Nadia Farès è morta all'età di cinquantasette anni il 17 aprile 2026, presso l'ospedale Pitié-Salpêtrière di Parigi. La notizia della sua scomparsa è stata annunciata dalle figlie, Cylia e Shana Chasman. Farès era stata rinvenuta priva di sensi in una piscina di un club privato in Rue Blanche, nel nono arrondissement della capitale francese, una settimana prima del decesso e da allora si trovava in uno stato di coma. Le autorità hanno avviato un'inchiesta per accertare le cause dell'accaduto.

La sua scomparsa è avvenuta a pochi mesi da un importante traguardo professionale: Nadia Farès avrebbe infatti dovuto debuttare come sceneggiatrice e regista nel settembre 2026, dirigendo il suo primo lungometraggio.

In una recente intervista, aveva espresso grande entusiasmo per il progetto, dichiarando: "Grazie al duro lavoro, all'introspezione e alla pura determinazione ho trovato una squadra fantastica: stiamo lavorando insieme a una commedia d'azione con Tf1 Studios." La sua vita era stata segnata anche da significative sfide personali legate alla salute: nel 2007 aveva subito un delicato intervento chirurgico al cervello per un aneurisma e, negli ultimi quattro anni, aveva affrontato tre interventi al cuore. Nonostante ciò, l'attrice aveva sempre mantenuto un'attiva routine, affermando di praticare regolarmente il nuoto.

Nata nel 1968 a Marrakech, Nadia Farès è cresciuta a Nizza prima di trasferirsi a Parigi, dove ha intrapreso la sua carriera artistica negli anni Novanta.

Il suo percorso cinematografico l'ha vista collaborare con registi di spicco come Alexandre Arcady, Claude Lelouch e Bernie Bonvoisin. Tra le sue partecipazioni più note si annovera il film italiano “Poliziotti” del 1995, diretto da Giulio Base, dove ha recitato al fianco di Claudio Amendola e Kim Rossi Stuart.

Una carriera versatile tra cinema e televisione

L'itinerario artistico di Nadia Farès è stato caratterizzato da una notevole versatilità, che le ha permesso di spaziare tra ruoli in film drammatici e opere di genere, consolidando la sua reputazione sia nel cinema francese che in produzioni internazionali. Tra i suoi ruoli più importanti spicca la partecipazione in “Les Rivières Pourpres” (I fiumi di porpora), dove ha recitato al fianco di Jean Reno.

La sua filmografia include anche titoli come “Sous influence” e “Chacun sa vie”, entrambi diretti da Claude Lelouch. Il progetto che l'avrebbe vista per la prima volta dietro la macchina da presa rappresentava una nuova sfida e la sintesi di un percorso personale che aveva abbracciato la recitazione, la scrittura e la regia.

L'inchiesta aperta in seguito all'incidente evidenzia il carattere inatteso della scomparsa di Farès. Il club privato in Rue Blanche, luogo del ritrovamento, è noto per essere frequentato da numerosi personaggi del mondo artistico parigino, conferendo ulteriore risonanza alla vicenda nel contesto culturale della capitale francese. Le dinamiche dell'incidente sono attualmente oggetto di approfonditi accertamenti da parte delle autorità giudiziarie.

L'eredità di un'artista resiliente

Il percorso di Nadia Farès, dalla formazione nella Costa Azzurra al trasferimento a Parigi e all'affermazione nel panorama cinematografico, è stato un esempio di dedizione e talento. Apprezzata per la sua capacità di affrontare ruoli complessi e intensi, si era distinta anche per la sua presenza sulle passerelle prima di dedicarsi completamente al cinema. L'audacia dimostrata nel superare delicate problematiche di salute e la determinazione nel proiettarsi verso nuove esperienze registiche sono elementi che le sono stati riconosciuti sia in Francia che a livello internazionale. Il suo annunciato debutto alla regia con Tf1 Studios avrebbe rappresentato un passo significativo nella sua carriera, e la sua scomparsa costituisce una perdita significativa per il panorama del cinema europeo.