Il libro "Exit Queen – Scacco alla Regina", scritto da Marco Ubezio e Francesco Spartà e pubblicato da Bonfirraro Editore, offre ai lettori un’originale miscela di thriller politico e favola moderna. L'opera esplora uno scenario ipotetico: un referendum popolare sulla sopravvivenza della monarchia britannica durante gli ultimi anni del regno di Elisabetta II. Il romanzo, che si sviluppa in 240 pagine e viene proposto al prezzo di 19 euro, esamina il delicato equilibrio della Corona in un Regno Unito profondamente colpito dai mutamenti derivanti dalla Brexit, un tema di significativa attualità e rilevanza storica e sociale.
Al centro della narrazione, la figura della Regina Elisabetta II è posta di fronte a una sfida senza precedenti: un primo ministro laburista di carattere populista, chiamato Lionel, che aspira a declassare il ruolo della monarchia e sottoporre il futuro della Corona al giudizio delle urne. Accanto alla sovrana, si muovono personaggi a metà tra il reale e l'onirico, come lo spettro del Principe Filippo, un assistente canadese con legami ambigui con l’underground londinese, e un giovane dallo sguardo familiare che ricorda il principe Harry adolescente. Gli autori mettono così in scena una vicenda che usa la cornice dell’immaginazione per interrogare, in modo provocatorio ma informato, la reale solidità dell’istituzione monarchica.
Tra Storia e Finzione: La Riflessione degli Autori
Marco Ubezio, avvocato e biografo già noto per la sua opera "Elisabetta, la Regina infinita", condivide la firma del romanzo con Francesco Spartà, giornalista e scrittore. La loro collaborazione affronta una domanda centrale: la monarchia britannica potrebbe davvero sopravvivere a una consultazione popolare? Nel testo si evidenzia che, pur non essendo prevista formalmente, una tale ipotesi non è del tutto impossibile nella costituzione non scritta del Regno Unito. È una riflessione che rimane senza risposte definitive, lasciando i lettori a "imparare che non tutte le favole hanno un lieto fine".
I dialoghi serrati e le continue alternanze tra momenti storici riconoscibili e invenzione fantasiosa, rendono "Exit Queen" un tentativo letterario di colmare il divario esistente tra un’istituzione antica e le spinte di cambiamento di una società contemporanea attraversata da crisi e polarizzazione.
La figura di Elisabetta II viene così presentata nel romanzo non solo come ultimo simbolo di continuità, ma anche come personaggio pienamente immerso nel dibattito politico e morale del suo tempo.
La Monarchia tra Brexit e Immaginario Collettivo
Il romanzo affonda le proprie radici in un contesto segnato dal fragile consenso verso la casa reale dopo la Brexit. Lo scenario immaginato dagli autori viene presentato come plausibile: il Regno Unito, dopo l’uscita dall’Unione Europea, si trova a fare i conti con la perdita di coesione e la pressione crescente su tradizioni e simboli identitari, tra cui proprio la monarchia. L’ipotesi di un referendum sulla permanenza dei Windsor sulla scena istituzionale è uno spunto destabilizzante, che si innesta in dibattiti realmente avvenuti nel dibattito pubblico sebbene non ancora materializzati in forma di legge o iniziativa concreta nelle istituzioni britanniche.
"Exit Queen" offre così una narrazione densa di riferimenti alla storia reale, alle dinamiche parlamentari e ai personaggi della corte, alternati ad elementi di invenzione e suggestione letteraria. Tra le domande di fondo, il romanzo invita a interrogarsi sul futuro di regimi monarchici in relazione alle sfide della democrazia moderna, proponendo una riflessione che va oltre la semplice trama, coinvolgendo temi di identità nazionale, memoria e cambiamento sociale.