Nuove e accese contestazioni hanno scosso il Teatro La Fenice di Venezia, mettendo al centro della polemica il sovrintendente Nicola Colabianchi e la futura direttrice musicale Beatrice Venezi. Le tensioni, già emerse in occasione del concerto del Venerdì Santo, si sono riacutizzate la sera del 24 aprile: poco prima dell’inizio di una rappresentazione, una voce ha gridato dalla sala "Colabianchi dimettiti!", seguita da una pioggia di volantini lanciati dai loggioni.
A rinfocolare l'irritazione delle maestranze sono state le dichiarazioni rilasciate da Beatrice Venezi in un'intervista al quotidiano argentino La Nacion.
La direttrice, attesa sul podio dal prossimo ottobre, ha affermato: "Anche Diego Matheuz la diresse a soli 26 anni, per quanto era un protetto di Abbado. Io non ho padrini, questa è la differenza. Non provengo da una famiglia di musicisti. E questa è un'orchestra dove le posizioni si tramandano praticamente di padre in figlio".
Nella stessa intervista, Venezi ha evidenziato la sua posizione di donna di 36 anni, non proveniente da una famiglia di musicisti, e la sua intenzione di portare un cambiamento. "Sono la prima donna direttrice del Teatro La Fenice, e voglio portare un cambiamento. Questo è il punto principale. Hanno paura del cambiamento, del rinnovamento. È più facile rimanere ancorati alle vecchie abitudini.
Ma è così che muore un teatro", ha dichiarato. Ha inoltre descritto un pubblico veneziano variegato, composto da turisti, abbonati anziani e giovani della terraferma, suggerendo la necessità di nuove iniziative. Tra le proposte, ha menzionato possibili collaborazioni con il Festival del Cinema e la Biennale d’Arte, ipotizzando concerti che integrino elementi visivi e musicali con artisti della Biennale.
La reazione dell'orchestra e delle istituzioni
La Rsu della Fenice e le maestranze hanno reagito duramente, definendo le affermazioni di Venezi "gravi, false e offensive, che ledono la professionalità, il merito e la dignità delle professoresse e dei professori d’orchestra della Fenice, professionisti di altissimo livello selezionati esclusivamente attraverso concorsi pubblici internazionali basati sul talento e sul rigore procedurale".
Hanno inoltre sottolineato che "offendere i lavoratori e il pubblico del Teatro non è solo un atto di scortesia istituzionale, ma un attacco diretto all’identità stessa della nostra Fondazione". Le dichiarazioni di Venezi sono state giudicate "incompatibili con le condizioni necessarie per costruire un rapporto di fiducia e una collaborazione artistica proficua".
Anche il sovrintendente Nicola Colabianchi si è smarcato dalle affermazioni, dichiarando di non condividerle e ribadendo la sua stima per l'orchestra, le cui qualità e disponibilità ha avuto modo di apprezzare nel suo anno di mandato. Colabianchi ha anche ricordato i pareri positivi espressi da numerosi maestri che hanno diretto la Fenice.
La polemica ha coinvolto anche la politica: il Movimento Cinque Stelle, con Gaetano Amato, ha sollecitato una presa di posizione ufficiale, affermando che il silenzio sarebbe "ancora più grave delle dichiarazioni stesse". Solidarietà all’orchestra è stata espressa anche dal capogruppo M5s al Senato Luca Pirondini, che ha suggerito a Beatrice Venezi di "fare un passo indietro".
Il Teatro La Fenice: eccellenza e selezione
Il Teatro La Fenice, storica istituzione lirico-sinfonica fondata a Venezia alla fine del Settecento, è riconosciuto per il suo valore e l'eccellenza delle sue produzioni. L’orchestra e il coro della Fenice sono considerati tra le più qualificate compagini musicali, con la selezione degli orchestrali che avviene attraverso concorsi pubblici, in piena conformità con la normativa nazionale.
I musicisti provengono da diverse realtà italiane e internazionali, e l'età media riflette la crescita del settore.
La Fenice ha una lunga storia di collaborazioni con direttori e compositori di fama mondiale, fungendo da punto di riferimento per la produzione operistica. Sebbene l'integrazione con altre istituzioni veneziane come la Biennale o il Festival del Cinema sia stata oggetto di sperimentazione occasionale, le dichiarazioni di Venezi suggeriscono una mancanza di sistematicità in tali collaborazioni. Nonostante le recenti tensioni, il Teatro La Fenice mantiene il suo ruolo fondamentale per la cultura veneziana e continua ad attrarre pubblico e studenti globalmente.