Il Casino dei Principi di Villa Torlonia a Roma ospita, dal 18 aprile al 7 giugno 2026, la mostra “Pedro Cano: Siete e Roma”, un’importante esposizione dedicata all’artista spagnolo Pedro Cano. Curata da Giorgio Pellegrini e coordinata da Raquel Vázquez‑Dodero Fontes, l’iniziativa offre un’approfondita panoramica su due aspetti fondamentali della sua produzione artistica: il ciclo pittorico “Siete”, incentrato sulla condizione umana, e una ricca selezione di opere che celebrano la città di Roma, considerata da Cano la sua patria elettiva. L’esposizione presenta oltre cento opere, includendo 48 lavori ispirati alla capitale italiana e i sette trittici in bianco e nero della serie “Siete”.

Promossa da Roma Capitale, con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura e della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, la mostra è realizzata dalla Fundación Pedro Cano. Gode inoltre del contributo di istituzioni internazionali come l’Instituto de las Industrias Culturales y las Artes di Murcia, la Fundación Cajamurcia e l’Instituto Cervantes. Questo evento si inserisce in un più ampio progetto della Sovrintendenza Capitolina, volto a valorizzare artisti di varia provenienza che hanno stabilito un legame significativo con Roma nel corso del Novecento.

Il ciclo “Siete”: tra migrazione e solidarietà

L’allestimento della mostra si sviluppa su due piani del museo. Il primo piano del Casino dei Principi è interamente dedicato al ciclo “Siete”, composto da sette trittici di grandi dimensioni, realizzati con la tecnica del bianco e nero.

Attraverso figure umane a grandezza naturale, Cano affronta temi di grande rilevanza sociale e universale quali la migrazione, l’ingiustizia, la sofferenza e la vulnerabilità. Al contempo, le opere mettono in luce la forza della solidarietà e dell’aiuto reciproco. L’uso rigoroso del bianco e nero, privo di elementi superflui, concentra l’attenzione sui gesti e sulle relazioni tra le figure, invitando il pubblico a una profonda riflessione sulla dignità e sulla fragilità intrinseche alla condizione umana.

Roma, patria elettiva: vedute e taccuini di viaggio

Al piano terra, la mostra propone 48 opere dedicate a Roma, la città che ha accolto l’artista dal 1969 e che egli definisce la sua patria elettiva.

Tra queste, si possono ammirare acquerelli, vedute iconiche di monumenti come il Pantheon e il Colosseo, e opere inedite. Un elemento distintivo di questa sezione sono i celebri taccuini di viaggio di Cano. Questi diari visivi, che l’artista compila da oltre cinquant’anni nella capitale italiana, offrono una testimonianza vivida del suo rapporto personale e professionale con la città, documentando impressioni, atmosfere e stati d’animo. I taccuini rappresentano un aspetto riconoscibile e apprezzato della sua carriera, raccontando il processo creativo basato sull’osservazione diretta e la trascrizione immediata delle emozioni.

Un dialogo tra dimensione universale e liricità autobiografica

La struttura espositiva, che separa il ciclo “Siete” al primo piano dalla sezione romana al piano terra, crea un dialogo tematico di grande interesse.

Questa dualità permette ai visitatori di cogliere la complessità del percorso artistico di Cano: da un lato, la dimensione collettiva e drammatica dei grandi temi sociali e, dall’altro, la liricità intima e autobiografica delle rappresentazioni di Roma. Tale divisione favorisce una lettura ricca e articolata dell’opera, ponendo in relazione l’esperienza personale dell’artista con i destini collettivi dell’umanità.

Pedro Cano: l’artista e il suo legame con la capitale

Nato a Blanca, in provincia di Murcia, Pedro Cano ha intrapreso la sua formazione artistica presso la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando di Madrid. Dal 1969, la sua residenza a Roma ha profondamente influenzato la sua produzione, consolidando il suo status di cittadino adottivo della capitale.

La sua lunga e prolifica carriera lo ha portato a esporre in numerose città europee e americane, e le sue opere sono oggi parte di importanti collezioni pubbliche, inclusi i Musei Vaticani e il Meadows Museum di Dallas. Al centro della sua ricerca artistica rimangono costantemente il viaggio, l’osservazione diretta e un’attenzione profonda per i grandi temi dell’umanità, aspetti che la mostra romana illustra con chiarezza e profondità.

A corredo dell’esposizione è disponibile un catalogo curato da José Luis Montero, che offre ulteriori approfondimenti sull’opera di Cano e sul suo legame con Roma. L’iniziativa al Casino dei Principi di Villa Torlonia si conferma un appuntamento significativo nel panorama culturale di Roma Capitale, valorizzando il contributo di artisti internazionali che, come Pedro Cano, hanno saputo interpretare e raccontare la città attraverso la loro arte, coniugando riflessioni contemporanee con il ricco patrimonio storico-artistico della capitale.