Il Teatro Comunale di Bologna presenta la prima assoluta di "Olympia", opera in due atti di Nicola Campogrande (libretto di Piero Bodrato), in scena al Comunale Nouveau il 15, 17 e 19 maggio 2026. L'opera esplora amore e Intelligenza Artificiale, ispirandosi a E. T. A. Hoffmann e al film "Io e Caterina" di Alberto Sordi. Il fulcro è il confine tra umano e artificiale, con riflessioni etiche e di coscienza. Campogrande ha ideato la protagonista come una «ginoide» senziente, esplorando le implicazioni morali dell'IA nelle relazioni umane.

La direzione dell'Orchestra del Teatro Comunale è di Riccardo Frizza, la regia di Tommaso Franchin.

Il cast principale include Isidora Moles (Olympia), Francesco Castoro (Jean Paul Dupont), Silvia Beltrami (Sherry Hope) e Stefan Astakhov (ingegner Spallanzani). Contribuiscono anche il Coro del Teatro Comunale e vari apporti tecnici.

La trama narra di Olympia, creata dallo scienziato Spallanzani e ignara della sua natura artificiale. La sua esistenza genera fascinazione e dubbi, portando a interrogativi sui limiti della scienza e sull'etica della creazione. La sovrintendente Elisabetta Riva ha definito la prima assoluta un "atto di fiducia collettivo", sottolineando l'impegno del teatro per la creazione contemporanea. Campogrande ha evidenziato il fascino dell'opera moderna, dove il risultato finale si rivela solo nelle fasi conclusive.

Visione artistica e impegno del Teatro

Musicalmente, Campogrande connette l'opera alla tradizione lirica italiana, usando arie e duetti per raccontare il presente e rendere l'opera accessibile, trasformando le domande sull'intelligenza artificiale in esperienza teatrale. La regia di Franchin pone Olympia al centro, enfatizzando il suo percorso verso l'autocoscienza. Il Teatro Comunale di Bologna, con Campogrande compositore in residenza (2024-2026) e la terza collaborazione con Franchin, rafforza il suo ruolo di istituzione d'eccellenza che bilancia repertorio classico e innovazione. I biglietti (20-90 euro) sono disponibili online e in biglietteria, consolidando Bologna come centro di cultura musicale e teatrale.