Pier Franco Quaglieni, presidente del Centro Pannunzio di Torino, ha espresso pubblicamente il suo sostegno a Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia, in merito alla controversa riapertura del padiglione russo. Questa decisione riguarda la 61esima Esposizione internazionale d’arte, che prenderà il via il 9 maggio 2026, e vedrà il padiglione russo accessibile dal 6 all’8 maggio, dopo la chiusura del 2022 a seguito del conflitto.
Quaglieni ha criticato le “pressioni politiche del governo e i giudizi faziosi dell'opposizione”, definendoli una “assoluta mancanza di quel senso di libera cultura che è alla base della Biennale”.
Ha ribadito che “la cultura non può allinearsi con la politica estera dei governi”, principio difeso da Buttafuoco, che ha mostrato “sensibilità e indipendenza intellettuale”. Il presidente del Centro Pannunzio ha aggiunto: “Siamo dalla parte del presidente Buttafuoco, che ha dimostrato equilibrio e ha tutelato l’idea storica di una Venezia, luogo di incontro di culture diverse e luogo in cui si esercita la tolleranza fin dai tempi di Paolo Sarpi”. Ha inoltre evocato Mario Pannunzio, fondatore del Centro, che “si sentirebbe oggi come liberale dalla parte di Buttafuoco, anche per la scelta di non discriminare Israele”.
Le tensioni tra governo e Biennale sulla riapertura del padiglione russo
La riapertura del padiglione della Federazione Russa ha generato forti tensioni tra il Ministero della Cultura e la dirigenza della Biennale.
Il Ministero ha inviato ispettori a Venezia per verificare il pieno rispetto delle sanzioni internazionali e delle leggi vigenti, in particolare quelle europee post-conflitto ucraino. I funzionari stanno esaminando documenti, inviti e procedure decisionali, inclusi i dettagli delle interlocuzioni con Mosca e le autorizzazioni concesse per la gestione logistica del padiglione.
La Biennale ha costantemente affermato l’“assoluto rispetto delle norme”, agendo “in stretta osservanza delle leggi nazionali e internazionali” e smentendo qualsiasi elusione delle sanzioni. Il Ministero, dal canto suo, contesta la mancata comunicazione preventiva della partecipazione russa e sta valutando l’ipotesi, seppur al momento poco probabile, di un commissariamento della fondazione, evidenziando il clima di forte contrasto tra il ministro Alessandro Giuli e Buttafuoco.
La Biennale come luogo di dialogo culturale tra passato e presente
Fondata nel 1895, la Biennale di Venezia è un’istituzione culturale di grande prestigio, riconosciuta come spazio di dialogo culturale e incontro tra diverse culture. La sua storia è costellata di scelte che hanno intrecciato arte e geopolitica, come testimoniato dall’apertura di esposizioni anche in periodi complessi come le guerre mondiali o la Guerra Fredda. Il richiamo di Quaglieni alla tolleranza storica di Venezia, fin dai tempi di Paolo Sarpi, rafforza questa vocazione.
L’edizione 2026 vedrà la partecipazione di numerosi Paesi, ma la giuria internazionale ha deciso di escludere dai premi i Paesi guidati da leader accusati di crimini contro l’umanità, coinvolgendo direttamente Mosca e Israele.
Questa scelta sottolinea la complessità delle decisioni che la direzione artistica e la governance della Biennale devono affrontare, bilanciando i principi di libertà culturale con il quadro normativo e le dinamiche internazionali.