A Napoli, il Museo Archeologico Nazionale (MANN) e il Museo e Real Bosco di Capodimonte uniscono le forze in una nuova iniziativa culturale. Fino all'8 giugno 2026, l'atrio del MANN ospita un dialogo suggestivo tra l'antica statua dell'Artemide Efesia (II secolo d.C.) e 'Il Sacrificio a Diana d'Efeso' (circa 1790) di Filippo Tagliolini, un prezioso biscuit di recente acquisizione per Capodimonte. Questo evento funge da anteprima esclusiva per la storica apertura, il prossimo 12 giugno, del cabinet delle porcellane a Capodimonte.
L'iniziativa sottolinea il forte legame tra le antichità farnesiane e la Real Fabbrica di Napoli.
L'installazione è concepita come un "primo passo di un percorso culturale" volto a "costruire connessioni di tempi e identità", promuovendo una "buona pratica di sinergia interistituzionale" per comunicare l'eccezionalità dei beni archeologici e storico-artistici. Le collezioni del MANN e di Capodimonte, infatti, furono unite nella sede dell'attuale museo archeologico fino al 1957, anno in cui la pinacoteca nazionale fu istituita nella reggia.
Le opere in dialogo: Artemide Efesia e il biscuit di Tagliolini
L'Artemide Efesia, scolpita in alabastro e bronzo, fa parte del nucleo costitutivo cinquecentesco della Collezione Farnese, trasferita da Roma a Napoli nel 1788. La statua è una delle repliche del II secolo d.C.
della statua di culto del santuario di Efeso. Gli elementi tondeggianti disposti su più file sul busto, tradizionalmente identificati come mammelle, sono oggi interpretati come gli scroti dei tori che venivano offerti alla dea. Nel 1796, la scultura fu registrata negli inventari del Nuovo Museo e Fabbrica della Porcellana di Napoli, dove fu riprodotta in biscuit.
Il biscuit di Tagliolini, databile intorno al 1790, arricchisce la figura della dea con quelle di tre offerenti, tra cui un genio alato. La sua recente acquisizione da parte del Ministero della Cultura per Capodimonte ha garantito che l'opera rimanesse in Italia. L'ammirare la porcellana settecentesca accanto alla scultura che ne ispirò la creazione offre una suggestione unica.
A partire da giugno, il Museo e Real Bosco di Capodimonte aprirà quattordici sale, più due aggiuntive, interamente dedicate alla porcellana, rendendo accessibile al pubblico una delle collezioni più grandi e importanti al mondo di questa preziosa arte.
Sinergie museali e valorizzazione del patrimonio
L'esposizione attuale simboleggia la riunione di due musei che condividono una profonda storia comune, radicata sia nel patrimonio farnesiano sia nella produzione artistica della Real Fabbrica di Napoli. Questa collaborazione tra MANN e Capodimonte si inserisce in un più ampio percorso culturale, mirato a valorizzare la fortuna storica e l'attualità delle collezioni, offrendo al pubblico l'opportunità di scoprire opere di eccezionale rilevanza storica e artistica.
La mostra funge inoltre da anticipazione per l'imminente apertura del nuovo cabinet delle porcellane a Capodimonte, che ospiterà una delle più vaste e prestigiose raccolte di porcellane a livello mondiale. L'iniziativa evidenzia la sinergia proattiva tra le due istituzioni museali napoletane, costantemente impegnate nella valorizzazione e nella divulgazione del ricco patrimonio artistico e archeologico della città.