La direttrice d'orchestra Beatrice Venezi ha formalmente impugnato la risoluzione del contratto che la legava al Teatro La Fenice di Venezia, definendo il provvedimento “nullo e discriminatorio”. La musicista ha ribadito con fermezza la sua volontà di proseguire l’attività professionale prevista dal contratto, che si estende fino al 5 marzo 2030. La contestazione principale di Venezi riguarda le modalità con cui ha appreso la decisione: la direttrice sostiene di averne avuto notizia esclusivamente tramite la stampa, senza ricevere alcuna comunicazione diretta dalla Fondazione.

Ha inoltre sottolineato come le motivazioni addotte dalla Fondazione per la risoluzione del rapporto contrattuale siano risultate generiche e prive di specifiche dettagliate. Il contratto in questione, di collaborazione coordinata e continuativa, avrebbe dovuto avere decorrenza dal 1° ottobre 2026 al 5 marzo 2030.

Le ragioni della contestazione e la posizione di Venezi

Nella lettera formale inviata tramite posta elettronica certificata il 9 giugno, gli avvocati che rappresentano Beatrice Venezi, dello Studio Legale Andretta di Napoli, hanno qualificato il recesso contrattuale come “nullo, illegittimo, inefficace e discriminatorio”. La direttrice d’orchestra sostiene con decisione che le presunte dichiarazioni contestate, che avrebbero motivato la decisione della Fenice, non sono state precisate in alcun modo, rendendo di fatto impossibile una difesa puntuale.

Secondo la sua posizione, il provvedimento lede in maniera significativa i suoi diritti contrattuali e professionali. Nonostante la situazione di conflitto, Beatrice Venezi ha confermato la sua piena disponibilità a svolgere tutte le attività preparatorie, organizzative e produttive che l’incarico richiederebbe, dimostrando la sua intenzione di onorare gli impegni presi.

Il contesto della vicenda e gli sviluppi futuri

La decisione del Teatro La Fenice di interrompere il rapporto di collaborazione con Beatrice Venezi era stata annunciata pubblicamente il 26 aprile dal sovrintendente Nicola Colabianchi. Tale interruzione era stata motivata da presunte dichiarazioni della musicista, ritenute dalla Fondazione lesive dell’immagine e della reputazione dell’istituzione veneziana.

Tuttavia, Venezi contesta fermamente la genericità di tali accuse, ribadendo la propria integrità professionale e la correttezza del suo operato. La lettera di contestazione inviata dai legali di Venezi sarà oggetto di esame da parte della Fondazione proprio nel giorno in cui il sovrintendente Colabianchi è atteso per la presentazione ufficiale della stagione 2026/2027 del teatro. La situazione, al momento, non ha ricevuto conferme indipendenti da altre fonti, ma l’evoluzione della vicenda è attesa con interesse, data la rilevanza delle parti coinvolte nel panorama culturale italiano.