Scie chimiche,Terra piatta, illuminati e rettiliani, figure sinistre che muovono sotterranee i fili degli eventi ed organizzazioni che silenziose tramano ai nostri danni. Dall'avvento di internet 2.0 il grande pubblico è esposto a queste "fantasiose" narrazioni della realtà, ognuna con i propri adepti, ognuna con i propri rituali. Data allora questa vastità di dati reperibili dal web, vogliamo approfittarne oggi per proporre un'analisi di questo fenomeno: un'analisi della sindrome del complotto [VIDEO].

Una qualsiasi teoria del complotto, come suggerisce il nome, si basa sulla supposizione dell'esistenza di un "dietro le quinte" nascosto ai più, con malizia, in funzione degli interessi privati di losche figure tramanti nell'ombra.

Da qui poi l'ideazione di un contro-complotto per smascherare il malvagio inganno e riportare il mondo allo stato di perfetto equilibrio armonico cui, se non fosse per l'inficiare degli individui succitati, sarebbe stato destinato. Ogni teoria poi condisce la sua narrazione con esperimenti alieni [VIDEO], complotti governativi o altro, rubacchiando qua e là simbologie e miti appartenenti a varie culture e religioni o addirittura ad altre teorie del complotto.Trame più adatte a film che alla vita reale, ma allora come è possibile che migliaia e migliaia di persone si siano convinte a perseguire cause cosi assurde? Da queste premesse possiamo tracciare almeno due linee di pensiero, facenti eco a desideri inconsci, che ci possono aiutare a spiegare il fenomeno.

Il mondo è in equilibrio

Una delle tentazioni che queste teorie offrono è il rassicurante pensiero che esista un equilibrio nel mondo creato per essere goduto, che esista una verità ultima e che sia un qualcosa di malevolo al di fuori di noi che ci impedisce di raggiungerla: la lotta che si intraprende contro il complotto è allora uno scontro titanico, una battaglia nobile, magari impossibile da vincere, ma che è scritta e predestinata "nell'ordine" delle cose.

Allora meglio una verità difficile da raggiungere, ma certa e concreta, che l'assenza di un'ordine prestabilito. Il bisogno di credere ad uno scopo, ad un compito, ad un arcinemico inequivocabilmente malvagio per molti rende accettabile anche la più bislacca delle ipotesi.

Il soggetto supposto sapere

La maggior parte delle teorie del complotto ha al suo centro un qualcuno propostosi come paladino illuminato e che funge da guru spirituale, fondatore della teoria e neo-messia (a volte raccontato proprio in questi termini). Questo individuo possiamo farlo coincidere con il concetto di soggetto supposto sapere, ovvero un qualcuno od un qualcosa a cui noi attribuiamo la conoscenza della verità e cui deleghiamo il senno del nostro agire. Personalità carismatiche, populisti ed imbonitori si sono susseguiti nella storia e su di noi hanno esercitato il fascino della deindividuazione (Zimbardo) e della deresponsabilizzazione. La loro controparte è allora un soggetto supposto mentire, nemico definitivo e maligno in ogni suo atto costruito per essere il piu possibile distante e diverso da noi.

A volte rappresentato come alieno (da latino alius, "Altro"), a volte come stregone o demone, raramente appartiene ad una dimensione umana. Anche questo aspetto è studiato ad hoc: il male è al di fuori di noi per ordine naturale delle cose.

Queste teorie infine si potrebbero dire avere la stessa caratteristica del segreto secondo Simmel, che è tanto più potente e seducente quanto vuoto ed insondabile: un segreto vuoto si erge minaccioso e non può essere ne svelato né contestato e proprio per questo diventa strumento di potere. È allora ad Umberto Eco che lascio l'ultimo spazio di quest'articolo come spunto di riflessione: "I complotti reali, quelli realmente esistiti ed esistenti, hanno la caratteristica, sia che riescano sia che falliscano, di essere a tutti chiari e palesi".