Pare non siano più avvolti nel mistero gli ultimi giorni di vita del "non poco" rilevante condottiero Alessandro Magno, ciò è stato svelato dalle ricerche effettuate dal docente greco Thomas Gerasimidis. Il professore in questione che sostiene di avere accertato la causa della morte del grande condottiero fa parte dell'università Aristotele in Thessaloniki. Gerasimidis era intento a studiare la malattia che avrebbe portato alla morte del conquistatore sin dal 1995, concentrando tutti i suoi studi e le sue ricerche sugli ultimi suoi giorni di vita.

Secondo il suo parere, Alessandro il grande sarebbe sia deceduto per via di una necrosi pancreatica, quando invece fino ad ora l'ipotesi della sua morte era rivolta alla malaria o ad una polmonite.

I sintomi della malattia descritti, tra gli altri, da Tolomeo e Plutarco

La causa della morte del grande Alessandro sarebbe dunque stata quella di una necrosi pancreatica in forma estremamente acuta, secondo lo studioso si sarebbe sviluppata da calcoli biliari o colelitiasi, tutto ciò sarebbe dovuto alla combinazione di grandi quantità di vino assunte e accompagnate da pasti spesso pesanti. Il professor Gerasimidis, per dare un nome ai sintomi accusati dal condottiero macedone, si sarebbe affidato allo studio di fonti storiche provenienti da Tolomeo, Arriano, Quinto Curzio e Plutarco che, a suo modo di vedere, avrebbero descritto esattamente sintomi della malattia che avvolgeva Alessandro Magno ed il suo rapido decorso che, stando sempre alle fonti storiche, lo avrebbe condotto alla morte in 14 giorni.

Alessandro morì a 33 anni

Le cattive abitudini alimentari, pertanto, lo avrebbero portato ad un degrado della malattia con conseguente stato febbrile rilevante e una fatale degenerazione quotidiana che lo ha visto perdere la vita in un tempo ridotto di appena due settimane. Alessandro Magno sarebbe morto così, con una gravissima sepsi che, in base alla tesi appena descritta, sarebbe stata causata dalla necrosi pancreatica in giovane età, appena 33 anni, precisamente nel giugno dell'anno 323 a.C.

a Babilonia. Alessandro il conquistatore, tra i personaggi più celebri della storia antica, fu colui che nel 336 a.C. dopo l'assassinio di suo padre Filippo divenne re di Macedonia e decise di riprendere i piani del genitore e predecessore allo scopo di liberare i Greci d'Asia che erano finiti sotto il regno dei Persiani. Le sue conquiste portarono alla formazione di un vasto impero che, partendo dalla penisola balcanica, si estendeva fino ai confini dell'attuale India, passando per i territori che oggi appartengono a Bulgaria, Turchia, Siria, Giordania, Israele, Libano, Cipro, Egitto, Libia, Iraq, Iran, Kuwait, Afghanistan, Turkmenistan, Tagikistan, Uzbekistan e Pakistan.