L’affitto con riscatto sta vivendo un momento particolarmente felice data la stretta del credito e le difficoltà del mercato immobiliare, ed è una soluzione che acquista sempre maggiore popolarità in Italia, come si è visto anche dopo gli ultimi dati emersi dall’analisi di Casa.it.

Di cosa si tratta? È un contratto di locazione preparatoria all’acquisto, ovvero, una compravendita immobiliare introdotta originariamente nei paesi anglosassoni quali Stati Uniti, Australia, Regno Unito e Irlanda. Questa formula infatti, è esplosa a seguito della crisi dei mutui sub-prime partita proprio da questi paesi, che ha portato a un nuovo scenario nel settore immobiliare residenziale.

Il “rent to buy “consente di godere da subito dell'immobile in affitto, con l'opzione di poterne poi acquisire la proprietà e imputare i canoni versati a pagamento di una parte del prezzo. Spesso, il completamento del processo si conclude entro 3 anni, partendo da una locazione (rent) e successivamente alla piena proprietà (buy) ad un prezzo pattuito e bloccato oggi, rinviando così sia il rogito notarile che l’accensione del mutuo.

Bisogna comunque prestare attenzione alle possibili insidie, infatti, è meglio avvalersi sempre di un professionista. Domenico de Stefano, presidente del Consiglio Notarile di Milano, afferma che: “Al cliente che comincia a pagare le quote deve essere garantito di poter arrivare fino in fondo, oppure rinunciare: se dovesse cambiare idea, deve aver modo di sottrarsi alla seconda fase dell'operazione.

Se invece, intende diventare proprietario dell'immobile, deve essere tutelato dai rischi provenienti dal venditore”.

Molti contratti “rent to buy”, prevedono il versamento di un acconto (di solito il 6% sul valore pattuito di vendita dell’immobile), oltre alle rate mensili equivalenti a un normale affitto. Quest’ultimo però, viene considerato per metà canone di locazione a fondo perduto: cioè solo il 50% viene accumulato per creare un deposito in conto futuro acquisto che, sommato all’acconto iniziale, porterà l’accantonamento totale del 15% del prezzo concordato. Al momento del rogito resterà ancora da saldare il restante 85% del valore dell’immobile.

In altre formule invece, la parte riconosciuta nel fondo di accumulo sarà tanto più alta quanto più breve il periodo entro il quale si decide per l'acquisto.

Bisogna comunque fare attenzione che il contratto preveda un diritto di riscatto, e non un obbligo d'acquisto. Attenzione anche alle ipoteche: bisogna sempre verificarne l’esistenza o meno. Infine, occorre tutelarsi da un eventuale fallimento dell'impresa costruttrice. In questo caso una fidejussione può proteggere le somme versate prima del rogito in caso di acquisto di case in costruzione.