La Corte Costituzionale con la sentenza n. 233 dell’11.10.2012 ha dichiarato illegittima la norma che prevede a carico dei lavoratori la ritenuta del 2,50% sull’80% della retribuzione per il calcolo della buonuscita, introdotta dal decreto 78 del 2010, convertito nella legge 30 luglio2010, n. 122.

Il Governo è corso prontamente ai ripari ed ha approvato, nella seduta del 26 ottobre scorso, un decreto legge che ripristina la disciplina del trattamento di fine servizio (TFS) nei riguardi dei pubblici dipendenti.

Non si conosce ancora il testo del decreto, ma la Presidenza del consiglio ha emesso il seguente scarno comunicato:“il Consiglio ha poi approvato un decreto legge che, in attuazione della recente sentenza della Corte costituzionale n.

223 del 2012, ripristina la disciplina del trattamento di fine servizio nei riguardi del personale interessato dalla pronuncia. Per quanto riguarda le altre parti della sentenza della Consulta, il Consiglio ha stabilito che si procederà in via amministrativa attraverso un DPCM ai sensi della legislazione vigente.”

Da quanto comunicato e dalle indiscrezioni di stampa, si evince che il governo per il corrente si allinea alla decisione della Corte, mentre per gli arretrati rinvia a un prossimo DPCM, anche per reperire le risorse necessarie. Con il prossimo provvedimento, peraltro, dovrà far fronte anche agli effetti concernenti l’incostituzionalità del contributo di solidarietà del 5 e del 10% sulla parte di retribuzione che eccede, rispettivamente, i 90 e i 150 mila euro lordi annui.

Pare che il DL sia composto di un solo articolo e preveda:

- l’abrogazione dell'articolo 12, comma 10, della legge 122/2010 a decorrere dal 1° gennaio 2011, data in cui è andato in vigore;

- la riliquidazione d’ufficio dei trattamenti di fine rapporto, comunque denominati, entro un anno dalla nuova normativa;

- la cessazione della materia del contendere per le cause in corso che saranno dichiarate estinte anche d'ufficio.

Per effetto della decisione della Consulta e del provvedimento governativo, già dal prossimo mese sulla busta paga si dovrebbero vedere gli effetti della mancata trattenuta del 2,5%. Per gli arretrati si dovrà attendere il DPCM.

Le somme recuperate, che attenuano gli effetti dei mancati rinnovi contrattuali, dovrebbero oscillare tra i 25 e gli 84 euro mensili secondo il ruolo rivestito. Interessanti anche gli arretrati, per il 2011 e 2012, che superano il doppio delle cifre annuali per via della diversa tassazione.