L’accordo tra l’Italia e la piccola confederazione elvetica avrà come unico scopo di sottoporre a prelievo fiscale quei capitali italiani che illegalmente sono stati esportati ed infine custoditi ‘top secret’ nelle banche svizzere. A margine del G 20, trapelavano queste indiscrezioni dal ministro Grilli, che lasciava intravedere un possibile accordo fra i due paesi che sarà effettivo si spera entro la fine dell’anno, anche se i più realisti non lo vedono possibile.
Già in precedenza lo stesso avevano fatto Austria, Germania e Gran Bretagna che si erano premurate di portare a termine con la Svizzera un’intesa efficace nel ‘riportare a casa’ quei capitali ‘perduti’.
Per l’Italia una manovra di questo genere rappresenta una boccata d’ossigeno fiscalmente, Grilli ha voluto sottolineare infatti l’impegno preso dal governo.
Tutto alla fine dipenderà dal livello di tassazione concordato. A seconda delle modalità previste , secondo alcune stime, si potrebbe variare dai 2,5 ai 40 miliardi di gettito. ‘E' un negoziato - ha detto il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli ai giornalisti a margine del G20 - Ci stiamo impegnando per farlo arrivare a maturazione nel piu' breve tempo possibile, e' difficile dire se sara' entro l'anno o no’.
Anche la Svizzera ha presentato alcune richieste: vuole essere cancellata dalla black list italiana e punta a risolvere il nodo della tassazione dei transfrontalieri..La scorsa estate era stato teorizzato un ‘incasso’ intorno ai 40 miliardi ma l'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che aveva avviato la trattativa e che con la Svizzera non si è mai dimostrato docile possiamo dire, ha ipotizzato incassi reali attorno ai 2,5 miliardi.