Non c’è da stare allegri secondo quanto riportato dalla banca elvetica nell’ultimo rapporto trimestrale: i prezzi delle Asset Class (gruppi di titoli che presentano analoghe caratteristiche), si sono riportati sui livelli di 5 anni fa, col risultato che l’alta finanza ha perso il contatto con la realtà. Prendendo ad esempio, le obbligazioni sui mutui: tali rendimenti, nell’ultimo quinquennio, sono scesi a livelli mai registrati, ciò significa, che sono diventati titoli spazzatura o che indicano un rating di “investment grade”(qualità del credito medio).

Questi indicatori, secondo la Bsi, devono far riflettere, mettendo in guardia soprattutto gli investitori dal rischio di una Grande Recessione Globale. Non a caso il Fondo Monetario Internazionale e L’Ocse hanno declassato non solo i paesi europei a rischio default, ma anche Cina, Brasile e India.

Ciò vuol dire, che la crescita del reddito e del capitale di una certa Nazione, coincide con l’indebolimento della stessa, poiché un certo numero di titoli ha caratteristiche analoghe, cioè un valore basso, diventando di conseguenza non collocabile sul mercato mondiale, a differenza di qualche anno fa, quando le previsioni di crescita si associavano ai rendimenti azionari e obbligazionari più elevati.

Le conseguenze dirette diventano inevitabilmente tre volte superiori al crack dei bond, con ripercussioni a livello mondiale non paragonabili alla bolla finanziaria del 2007. Questa nuova mina vagante, produce un effetto di terrore per la crisi del debito sovrano, soprattutto in quei paesi che stanno attuando le politiche di “austerità”.